"Ztl, i disagi dei cittadini"
“Imperterrita l’amministrazione comunale annuncia le ZTL di Via Baccarini e Via Salara, incurante dei disagi, delle proteste e delle 400 e più firme raccolte in pochi giorni contro le ordinanze. O meglio, contro l’ordinanza di Via Baccarini.
Si sono mai chiesti il Sindaco e l’Assessore Maraldi a cosa serva la ZTL in Via Baccarini o agiscono d’inerzia sull’onda del “così fa tutti” e sull’onda delle motivazioni, che non stanno in piedi, della migliore vivibilità e qualificazione del centro storico e della maggiore sicurezza e migliore circolazione per i pedoni? I perimetri vengono usati come scorciatoie? E per andare dove? Da Via Baccarini si può andare nel Borgo S. Rocco, provenendo da Via Rondinelli. Da Via Salara, provenendo da Via Matteucci, si sfocia in Via P. Alighieri. E la qualità dell’aria?
Che vengano resi noti (se ci sono) i rilevamenti di ARPA per le zone interessate. Perché non viene dotata, Ravenna, di un vero e capiente parcheggio per il centro (vedi Cesena), di veri mezzi pubblici-navetta che non inquinino e che siano frequenti e che permettano tutto l’anno l’accesso e l’uscita dal centro a chi lavora e a chi vi si reca per fare acquisti? I commercianti e i professionisti sono seriamente preoccupati. Abbiamo incontrato il proprietario della lavanderia di Via Baccarini: era stravolto.
Come è possibile che fino a quindici giorni fa tutti erano tranquilli e oggi sono in subbuglio? I cittadini hanno delle proposte da fare, dettate da anni di esperienza sul campo: perché non ascoltarli? C’è chi pensa di prepararsi al peggio, alla chiusura; i clienti pure sono preoccupati. C’è chi possiede l’immobile, sede dell’esercizio commerciale: che valore avranno se vorranno vendere? E perché costringere a questi sacrifici, cittadini che da decenni hanno un’attività, senza nemmeno concordare con loro, preventivamente, accorgimenti che gli permettano di lavorare serenamente? Sono problemi concreti, reali, seri.
In tre anni, tanti ne sono passati dall’annuncio dell’istituzione delle ZTL, quanti incontri informativi sono stati fatti con i cittadini? Ma non per dire: “la decisione è stata presa, questo è quello che vi aspetta”, senza dare loro i mezzi per adattarvisi. Per partire dai cittadini, dalla loro esperienza, per modellare un centro storico a misura d’uomo. O forse non si vuole farlo? Quante volte il Sindaco e l’Assessore hanno chiesto: “Cosa ne pensate?”.
A giudicare dalle reazioni, mai. Sono state raccolte più di 400 firme. E le associazioni di categoria, al di la dei comunicati congiunti e delle proteste formali cosa hanno fatto in questi tre anni? Nulla. Questa è politica? Questa è democrazia? Se veramente i nostri amministratori hanno a cuore le sorti e il destino delle attività commerciali, del lavoro di esercenti e professionisti, inizino a dialogare con loro, riuniscano le parti (e non solo le associazioni di categoria) e trovino una via d’uscita alle politiche che stanno impoverendo il centro e che stanno strozzando chi vi lavora. Per il bene di Ravenna”.
Giulio Bazzocchi, coordinatore circolo “Thomas More-Città di Ravenna”
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