"Spaccio alla luce del sole e nessuno fa nulla"

“Un conto è dire che Ravenna è una città tranquilla, un conto è scontrarsi con la realtà dei fatti. Sarebbe opportuno che si iniziasse a dare regole certe e che si concretizzassero tutte le richieste fatte da un anno a questa parte dai cittadini (e dai politici che li hanno affiancati) per ripulire dal degrado diverse zone del territorio. Dando orari certi di chiusura ai negozi gestiti da stranieri, come è per quelli italiani, certezze in quello che si vende e sicurezza da parte delle forze dell’ordine nel controllo capillare e continuativo, cosa che i cittadini lamentano. E, al di là delle ordinanze, ci sono problemi di ordine pubblico che l’amministrazione non vuole risolvere.
Lo spaccio di stupefacenti alla luce del sole, per esempio: una piaga che non sembra interessare minimamente l’amministrazione comunale. Dove? Isola San Giovanni, via Montanari, viale Alfieri a Lido Adriano, via Gulli, Quartiere S. Agata, movimenti sospetti segnalatici dai residenti anche nell’Orto Siboni. Alla luce del sole, a metà mattina, alle tre del pomeriggio. Indisturbati gli spacciatori si alternano senza che nessuno faccia nulla. A nulla valgono gli interventi sulla stampa, le denunce dei cittadini (l’ultima di qualche giorno fa per 15 magrebini sotto il portico dell’Isola San Giovanni). Il traffico passa stranamente impunito. Addirittura dirigenti scolastici che denunciano in tempo reale i reati.
E’ questa la situazione che i cittadini devono sopportare e che l’amministrazione si ostina a non volere combattere? Ci chiediamo il perché. Chi darà le risposte? Il sindaco? Il comandante della polizia municipale? La droga circola nelle scuole superiori: nessuno dei responsabili, dal provveditore, all’assessore fanno e dicono nulla? E’ così difficile pianificare interventi con agenti in borghese che riprendano i movimenti e colgano “con le mani nel sacco” gli spacciatori e gli acquirenti? In alcuni comuni del nord-est (vedi Verona) i saggi amministratori hanno coinvolto attivamente i cittadini, che segnalano in tempo reale i reati ai quali assistono, certi che le forze dell’ordine agiranno tempestivamente, certi che verranno puniti e certi che vivono nella sicurezza, comunque.
Questo a Ravenna non accade, perché il governo locale non si abbassa ad imparare da chi fa le cose con buon senso: e saggio è solo chi è di sinistra. La sicurezza dei cittadini deve essere al primo posto nell’agenda di un’amministrazione: ma così non è a Ravenna. Troppe parole, troppi soldi spesi in arredi urbani che servono solo per far vedere che si fa qualcosa: le azioni concrete e risolutive non arrivano. Ripetiamo, la droga viene spacciata alla luce del sole e nonostante i cittadini gridino, non vengono ascoltati”.

Giulio Bazzocchi, coordinatore circolo “Thomas More” Ravenna

 

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