"Perché il Comune patrocina un circo con animali?"
Nella società contemporanea la figura del circo con animali rappresenta sempre più uno stereotipo anacronistico e patetico. Questo avviene anche in considerazione del fatto che la realtà in cui viviamo si è profondamente evoluta, in questi ultimi decenni, acquisendo una sensibilità ed un'attenzione più profonde.
I mass media in particolare hanno reso visibili le tante sofferenze che affliggono gli animali in cattività, portandoli, non di rado, ad assumere dei comportamenti paranoici.
Checché ne dicano i circensi, per addestrare un animale a compiere degli esercizi umilianti e tesi a destare lo stupore o l'ilarità degli spettatori, resta il fatto oggettivo che i metodi coercitivi sovente non sono affatto "benevoli".
A questo va aggiunto che la costrizione a vivere in ambienti limitati, ignorando completamente l'habitat naturale consono al loro essere di creature senzienti, costituirebbe già di per sé un motivo sufficiente per contestare i circhi. Con queste premesse arriva a Ravenna (dal 25 febbraio al 7 marzo 2010) il Circo Acquatico "Loredana Bellucci".
La carovana porta con sé per l'Europa un disgraziatissimo squalo rinchiuso perennemente in una vasca, allo scopo di fare il feroce assassino dei mari. Vengono poi le otarie, i caimani, i serpenti, i pinguini e persino una povera aquila reale.
Per noi, in tutto questo, il vero stupore lo costituisce il fatto che il Circo Acquatico sbandieri, nei suoi manifesti, il "patrocinio" del Comune di Ravenna.
Non pensavamo che fosse questo il livello etico-morale e culturale della nostra Amministrazione. Questi patrocini li erogavano, fino ai primissimi decenni del dopo guerra, quei Comuni rurali, arcaici e provinciali, specialmente nel profondo Sud, dove l'arrivo del Circo era vissuto come un evento straordinario.
Il guaio è che oggi siamo nel XXI° secolo e la sensibilità è di gran lunga mutata.
Con il suo "patrocinio" quale messaggio didattico si vuole dare ai giovani della città di Ravenna, che, non scordiamoci qualcuno vorrebbe proporre quale capitale europea della cultura per il 2019.
La "sponsorizzazione" la si poteva dare ad uno dei nuovi circhi che non fanno uso di animali, al fine di lanciare un messaggio innovativo.
D'altra parte cosa ci si può attendere da degli amministratori che si sono battuti affinchè a Ravenna si possa creare uno zoo-safari?
Business e divertimento di bassa qualità sono, ahinoi, alla base dei nuovi valori, per il resto non c'è spazio.
Dott. Carlo Locatelli
Presidente Sezione Provinciale ENPA Ravenna


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