“Cannabis e armi da softair alla festa del PD: sono messaggi opportuni?”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una lettrice

 

Gentile Redazione,

scrivo per condividere con voi e i vostri lettori una riflessione sull’edizione 2018 della Festa de l’Unità di Ravenna.

Ieri sera facevo il consueto giro con i miei due bambini fra gli stand della festa, quando ad un certo punto mi sono trovata davanti ad una postazione tutta decorata con foglie di marijuana che lasciava pochi dubbi sulla natura dei prodotti in vendita... In un angolo campeggiava la scritta “cannabis legale” (e ci mancherebbe pure…) e sul bancone erano esposti i più vari prodotti derivati dalla cannabis. Il mio bambino più piccolo, incuriosito da quelle bustine e barattolini colorati, mi ha chiesto cosa fossero e cosa volesse dire “cannabis”…

La mia domanda ora è questa: è giusto – in un luogo in cui transitano migliaia di persone, fra cui molti bambini e ragazzini – pubblicizzare un prodotto che, seppur nella sua forma legale, è "strettamente imparentato" con una sostanza stupefacente che crea dipendenza e può aprire la porta a droghe ancora più devastanti? Solo un anno fa il Dipartimento per le Politiche Antidroga segnalava che 150mila studenti mostrano difficoltà sociali, psicologiche o fisiche a causa dell’uso “problematico” della cannabis e che sono milioni i consumatori di marijuana in Italia. Che strada stiamo prendendo? Forse è il caso di fermarci a riflettere…

Grazie fin da ora per un’eventuale pubblicazione.

 

P.S.: Per inciso, sempre, alla festa, non ho potuto fare a meno di notare lo stand che vende armi da softair (che si possono “testare” in una sorta di “mini poligono”) - tra cui fanno bella mostra di sé alcuni "fucili mitragliatori" - con grande bandiera italiana annessa… La domanda nasce spontanea: c’è qualcosa che mi sta sfuggendo nel nuovo corso “depascaliano - renziano” del PD? A quale “visione” ci stiamo ispirando a Ravenna? Sono confusa...

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Maratona di Ravenna Ravenna Città d'arte, edizione 2018