A Ravenna la maglia nera per le “vetrine vuote”, “Ma basterebbe sostenere gli operatori commerciali”

INTEGRATO L’INTERVENTO CON LE PROPOSTE DI SOSTEGNO

In riferimento all’articolo apparso ieri, 7 agosto, su Il Resto del Carlino, in cui si sottolinea - sulla base dei dati Unioncamere regionale e Istat - come Ravenna sia prima in Emilia Romagna per le chiusure di attività commerciali dal 2010, vorrei estendere ai lettori una mia riflessione.

Prima di consegnare la “maglia nera” alla nostra Città sarebbe necessario analizzare in che stato erano i centri storici nel 2008 e che evoluzioni vi sono state dal 2009 a oggi.

Così contestualizzata la situazione attuale non apparirebbe così drammatica come dipinta dall’articolo in questione, seppure alcune difficoltà certamente permangano. Difficoltà che potrebbero essere superate sostenendo gli operatori commerciali: sono, infatti, come gli alberi per una città e serve realmente difenderli e favorirli, esattamente nulla di quello che fanno oggi le pubbliche amministrazioni. Ogni forma di abusivismo va combattuta sul serio e non solo per propaganda elettorale.

RH

9 agosto 2019- AGGIORNAMENTO - A seguito delle dichiarazioni susseguitesi e del clamore suscitato dal presente articolo, di seguito si evidenziano le soluzioni inviate dall'autore a sostegno della rete commerciale e artigiana cittadina:

1.Eliminazione o mitigazione della T.a.r.i.;

2.Eliminazione o mitigazione della I.m.u.;

3.Eliminazione o tariffa simbolica I.c.p.;

4.Eliminazione o tariffa simbolica T.o.s.a.p.;

5.Contributi Comunali a piccoli imprenditori che daranno corso a investimenti di rilievo e/o fortemente innovativi e/o di conservazione e ritorno alle tradizioni del territorio;

6.Convenzioni a favore dei piccoli imprenditori per acquisto ticket turistici, di parcheggio, di viaggio, per rivendita e/o omaggio alla propria clientela;

7.Il Comune deve sostenere direttamente i piccoli imprenditori e le associazioni di categoria senza istituire ulteriori figure di raccordo a cui delegare;

8.Divieto di svolgimento di attività dì vendita o somministrazione su suolo pubblico da parte di operatori non attivi nella medesima area della città;

9.Cessazione di ogni evento, sagra, mostra mercato, fiera, che abbia in oggetto vendita o somministrazione su suolo pubblico e/o su suolo pubblico in concessione, salvo il definire apposite aree pubbliche che non creino nocumento sia per durata dell’evento che per collocazione dell’area;

10.Contributi a singoli o a gruppi di piccoli imprenditori che organizzino eventi di rilievo (es: la libreria di turno che presenta il volume con l’autore);

11.Il Comune dovrebbe organizzare costantemente a favore della rete commerciale attività di intrattenimento sociale, che escludano a priori commercio di beni o somministrazione,  attività di mkt territoriale, rilevanti investimenti pubblicitari.

Gli aiuti sono da estendere a tutta la città e non solo al centro storico, con un'unica discriminazione metrica da definire, ma per certo non superiore a singole superfici di 2/300 mq.

Rh

 

 

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