“La tessera del tifoso non risolverà il problema della sicurezza negli stadi”

L’assessore Ilario Farabegoli propone la sua riflessione sulla tessera del tifoso.

“Questo strumento viene venduto, dal punto di vista mediatico, come lo strumento che aiuterà a riportare la sicurezza all’interno degli stadi italiani. In realtà, invece, temo che siamo ancora una volta di fronte ad uno strumento che non darà nessuna garanzia alla soluzione del problema.
In questi ultimi anni, in nome della sicurezza, abbiamo radicalmente trasformato le modalità di accesso agli stadi.
Sono stati messi tornelli in tutti gli stadi d’Italia, con grande sforzo economico da parte dei Comuni e delle società, che consentono l’entrata allo stadio di una sola persona per volta, con la possibilità quindi di controllare meticolosamente ogni tifoso.
Sono stati introdotti i biglietti personalizzati, con l’obbligo quindi di dover dare tutte le generalità (presentando i documenti) per poter entrare in possesso del biglietto stesso, in modo da sapere chi si trova all’interno dello stadio.
Eppure, spesso, nonostante questo, all’interno degli stadi vediamo spuntare di tutto: bandiere o striscioni con manici pericolosi, spranghe, bombe carta eccetera.
Ma come è possibile questo se io, al controllo del tornello, sono rimasto senza accendino e mi hanno anche sequestrato il tappo che sigillava la bottiglietta di plastica dell’acqua?
E perché, in realtà, spesso il reato commesso all’interno di uno stadio viene considerato di minore entità?
Queste sono le domande che si fanno le persone ‘normali’ che vanno allo stadio e quelle che vorrebbero andarci.

Ma visto che a queste domande non arrivano risposte ci si inventa uno strumento che rischia di avere poco a che fare con la soluzione del problema. La tessera del tifoso, per come è concepita oggi, solo per gli abbonati e coloro che vanno in trasferta nel settore riservato agli ospiti , rischia di essere percepita come una schedatura per pochi, e non come uno strumento giusto.
Ma perché deve essere obbligatoria in particolare solo per queste categorie?
Mi si dirà che quel tipo di tifoseria è più incline alla rissa, ma resta il fatto che in virtù delle novità introdotte in questi anni io dovrei sapere chi c’è dentro lo stadio.
Inoltre, se io fossi un facinoroso e volessi continuare nella mia opera, basterebbe che cambiassi settore, non andrei più in curva dove vi è l’obbligo della tessera del tifoso, ma nei distinti magari, dove la tessera non è richiesta, e dove vanno di solito le famiglie con i bambini, mettendo ancora più a rischio la sicurezza delle persone e costringendo le società ad escogitare chissà quali soluzioni.
Manifestando, senza remore, una ferma condanna ai fatti di Bergamo, dico però che per dar vita a regole valide servono almeno due requisiti: giustizia e rispetto. E in questo provvedimento mancano, come del resto mancano in tanti altri provvedimenti presi dal ministro Maroni.
Non si può continuare a pensare che per la responsabilità di pochi siano sempre i tanti a rimetterci e a pagare”.

Ilario Farabegoli, assessore comunale

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