“Non tifo per la Germania, ma viva la Germania”

L’assessore comunale Ilario Farabegoli conquistato dalla squadra di Loew
5 luglio 2010 |  Bar Sport |

Uruguay, Olanda, Germania e Spagna. Sono queste le quattro squadre che si contenderanno la vittoria finale dei Mondiali sudafricani. Una delle favorite è la Germania di Joaquim Loew, capace di rifilare 4 reti a Inghilterra e Argentina nel suo percorso verso le semifinali, che grazie al suo gioco spumeggiante e collettivo, ha conquistato le simpatie di molti, compreso l'assessore comunale Ilario Farabegoli.

“Se c’è una squadra di calcio per la quale non mi è mai venuto spontaneo tifare è proprio la Germania. Le ragioni sono prima di tutto sportive, in quanto la Germania è stata sempre avversaria storica dell’Italia nei momenti cruciali dei più importanti tornei di calcio, mondiali ed europei, ma anche, perché non dirlo, per una ragione ideologica, legata al passato politico di quella nazione. Oggi, vedendo giocare la giovane formazione tedesca si rimane del tutto spiazzati. Non sono i soliti panzer molossoidi per la maggior parte biondi e con le mascelle quadrate e, se non resti concentrato, non ti sembra nemmeno di vedere giocare la Germania: questi ti fanno divertire e sono anche simpatici. Le ragioni sono presto dette, 11 giocatori su 23 non sono di origine tedesca. In questa Germania trovano posto tutti coloro che vogliono aiutare la causa comune, a prescindere. Vi sono ragazzi di origine turca, tunisina, ghanese, brasiliana, e il bello è, che giocando in quella squadra, si sentono tutti più tedeschi che mai. Ma chi se la sarebbe mai aspettata una Germania così? Di fronte ad una così potente messa al bando degli stereotipi c’è come minimo da rimanerne affascinati, e se poi rivolgi lo sguardo in casa tua, e vedi che la tua federazione in risposta alla figuraccia fatta dall’Italia, limita il numero degli extracomunitari nel nostro campionato, ti rendi conto di quanto siano deboli i neuroni di coloro che sono chiamati a ripensare il calcio, e la politica nel nostro paese, a fronte di una società che sta cambiando radicalmente. Io non tifo Germania, ma la Germania multietnica del mondiale Sud africano è sicuramente una speranza per il calcio ed un esempio per il mondo intero”.

Ilario Farabegoli
Assessore all'Immigrazione del Comune di Ravenna

Commenti

replica all'Assessore

Apprendo che l’Assessore Farabegoli, dopo aver visto la composizione della nazionale di calcio tedesca, ha iniziato a provare per questa, un sentimento, quanto meno, di simpatia.

Infatti, a detta dell’ Assesore, dopo aver constatato che su 23 giocatori 11 sono di origine straniera, la Germania multietnica del mondiale, dovrebbe essere presa come esempio da seguire, in quanto speranza per il mondo intero!!!

Anch’io, l’altro giorno, ho visto la partita e, devo constatare, che la nazionale tedesca ha giocato realmente bene, dando anche prova di un ottimo gioco di squadra. Tuttavia, sport a parte, mi sembra di cattivo gusto utilizzare un evento sportivo per fare politica, dando, inoltre, una visione oltremodo parziale della realtà.

Infatti, se è vero che quasi metà dei giocatori tedeschi è di origine straniera, è altrettanto vero che il livello di integrazione che la Germania ha ottenuto, non deriva certo dal fatto che il C.T. tedesco abbia portato, in Sudafrica, ottimi campioni di origine straniera, quanto, piuttosto, dalla legislazione tedesca sull’immigrazione che, peraltro, risulta essere una delle più restrittive in Europa.

Forse, l’Assessore, non sa che in Germania vige, da ben più tempo che in Italia, il reato di immigrazione clandestina, tanto criticato dalla sua parte politica e, forse, ignora anche che oltralpe, se non sai il tedesco in maniera ottimale, non ottieni nemmeno il visto. Che dire infine della norma, per ora accantonata, ma si sa, in politica mai dire mai, che avrebbe previsto il test per calcolare il Q.I. degli immigrati?

È innegabile che lo sport, soprattutto se di squadra, aiuti l’integrazione, tuttavia invito l’Assessore a non utilizzarlo per fare facile demagogia ed a guardare le partite senza secondi fini.

 

Alberto Ferrero

Dirigente P.d.L.

Presidente provinciale Giovane Italia

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