5 agosto 2016 - Cervia, Sport

Il karate è disciplina olimpica: "Ha portato bene il sale di Cervia"

Il cervese Piva si occuperà di marketing e management della nazionale azzurra

Cervia, nei mesi scorsi, ha virtualmente adottato gli azzurri del karate, ospitandoli per un soggiorno a Milano Marittima: "In quell'occasione - ricorda l'assessore Gianni Grandu - donammo alla nazionale azzurra il sale di Cervia come segno di buoni auspici e prosperità. Oggi, col senno di poi, possiamo dire che, ancora una volta, l'oro bianco di Cervia ha portato bene". 

Anche il sindaco Luca Coffari festeggia il debutto a cinque cerchi del karate: "Ho conosciuto gli atleti azzurri a Cervia - spiega il primo cittadino - e mi sono subito reso conto di quanto soffrissero per quell'immotivato embargo olimpico. Salutandoli, avevo detto loro che avremmo atteso con trepidazione la decisione del Comitato Olimpico Internazionale. Ora che è arrivata la fumata bianca, non vedo l'ora di brindare assieme a loro nel prossimo autunno, subito dopo i campionati mondiali di Linz a fine ottobre". 

E così, dopo decenni di emarginazione, come sospeso in un purgatorio punitivo, il karate - nella nazione in cui è nato (il Giappone) - fra quattro anni debutterà ufficialmente ai Giochi: "E' una notizia che aspettavano, da anni, circa 120 milioni di praticanti in tutto il mondo - spiega il capitano della nazionale italiana Stefano Maniscalco - non tutti, infatti, sanno che il karatè è tra le prime cinque discipline sportive più praticate nei cinque continenti. La scelta del Cio dà una svolta epocale alle nostre esistenze, ma più che di grande traguardo io parlerei di un torto sanato perché, sul piano tecnico ed atletico, il karatè non ha nulla da invidiare al judo, al taekwondo o alla lotta greco-romana". Nel nuovo millennio, Maniscalco ha dominato la scena mondiale, conquistando medaglie e trofei in tutte le latitudini. A Tokio avrà 38 anni, ma c'è da scommetterci, chiunque vorrà portare a casa la medaglia, dovrà fare i conti con lui: "L'anagrafe non mi spaventa - dice - in fondo, oggi sono ancora campione del mondo e vicecampione d'Europa in carica. Per altro combattere a Tokio sarà uno stimolo in più, visto che il mio allenatore è giapponese". Ma, al di là dei singoli, tutta la nazionale italiana sembra avere le carte in regola per ben figurare nel Sol Levante: "Siamo un giusto mix fra atleti esperti e giovani di belle speranze - conclude Maniscalco -. Il materiale umano non manca, la voglia di allenarci neppure, per cui fra quattro anni sarà dura battere noi italiani". 

Sulla stessa lunghezza d'onda il campione del mondo del kumite Luigi Busà, l'altro Bronzo di Riace della nazionale azzurra: "In passato - dice - ci avevamo sperato tre volte e, alla fine, eravamo sempre rimasti delusi. Ora, finalmente, possiamo brindare, anche se ancora stento a crederci. Ci aspettano delle qualificazioni molto impegnative, ma non voglio andare a Tokio solo per fare i 'selfie' nella cerimonia d'apertura. Il mio obiettivo è arrivare fino in fondo e portare nella mia Avola la medaglia d'oro".

All'indomani dell'annuncio ufficiale del Comitato Olimpico Internazionale, nel centro federale Fijlkam "Matteo Pellicone" - agli ordini del direttore tecnico Pierluigi Aschieri e dei coach Claudio Guazzaroni e Savio Loria - è già scattata l'operazione Tokio. Uno dei primi tasselli è stato l'ingaggio del cervese Alessandro Piva, che per il quadriennio olimpico si occuperà di marketing, comunicazione e management della nazionale azzurra di karatè: "Piva sarà una figura molto importante per noi - spiega Busà - perché il nostro movimento non ha mai dato troppa importanza alla comunicazione. In realtà, molti di noi, da oggi, sono atleti olimpici e dunque dovranno anche gestire esigenze mediatiche che prima non esistevano. Una figura esperta come Piva ci garantirà quella professionalità di cui la nostra disciplina ha sempre avuto bisogno". 

 

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