7 ottobre 2019 - Cervia, Cultura

Bunker, denti di drago e altri residuati bellici: il progetto cervese

Per il recupero della memoria materiale della Seconda Guerra Mondiale

Il progetto di valorizzazione storica

Il Sindaco Massimo Medri e la consigliera Federica Bosi Delegata alle Bellezze e Beni culturali hanno incontrato Walter Cortesi e Thomas Venturi, esperti di storia e archeologia militare.

Dall’incontro è nata l’idea di costruire un progetto per valorizzare i bunker cervesi, manufatti e materiali della Seconda Guerra Mondiale come i denti di drago, i pannelli delle piste d’atterraggio canadesi, e altri residuati bellici dell’epoca.

Com’è nato e gli obiettivi

Il tutto è partito qualche tempo fa dal ritrovamento e dal recupero di sei pitture murali trovate in una casa vecchia a Pinarella grazie a Renato Cortesi, Luca Ciancabilla e Valentina Pollini; vignette umoristiche e satiriche della fine della Seconda Guerra Mondiale per mano di un celebre cartoonista gallese che prestò servizio nell'VIII Armata militare inglese in Nord Africa e in Italia durante l’ultimo conflitto mondiale.

Questa operazione, che ha consentito la conservazione di una testimonianza considerevole del patrimonio storico e artistico della 2^ Guerra, è stata la scintilla che ha fatto scaturire l’idea di un progetto più ampio di valorizzazione del recente passato, per restituire ad una comunità preziose testimonianze materiali dell’ultima guerra.

Il progetto ha l’intento di mettere a sistema veri e propri percorsi storico-didattici per le scuole, ma anche per promuovere quel segmento di turismo culturale interessato alla seconda guerra mondiale, che sempre più si sta diffondendo, e di creare uno spazio che possa divenire punto di incontro e confronto per tutti gli appassionati ed esperti di storia e archeologia militare, che nel nostro territorio sono numerosi.

Le parole della consigliera Federica Bosi Delegata alle Bellezze e Beni culturali

“Con sempre più determinazione -afferma Bosi -, dobbiamo rispettare, conservare e valorizzare beni materiali non secondari come bunker, graffiti, rifugi, in quanto imprescindibile patrimonio culturale della nostra storia, parte di una memoria solo all’apparenza limitata, ma in realtà universale, che necessita di essere condivisa nel presente, ma soprattutto di venire affidata alle generazioni future. Il valore profondo di questo progetto è da cercare in un’ottica di salvaguardia della nostra identità storica di cervesi, evitandone l’oblio, e ricordare, anche attraverso le testimonianze materiali, la tragedia della guerra. Una comunità che perde la memoria storica non ha futuro. Ecco perché come amministrazione stiamo lavorando, affinché si possa sviluppare un confronto di idee e proposte strutturate e articolate anche con altri Istituti culturali come l’IBC e l’Università di Bologna.

Noi abbiamo la fortuna di vivere da oltre 70 anni in un luogo di pace, ma in molti Paesi del mondo non è così e non dobbiamo dimenticarlo. Il nostro compito è continuare a preservarla per le generazioni a venire”.

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