2 marzo 2014 - Faenza, Cronaca

Faenza, manda all'ospedale il "rivale" in amore: arrestato

Indagini dei Carabinieri. Vittima ed ex ritrattano: denunciati per favoreggiamento

I carabinieri del Nucleo operativo radiomobile della compagnia di Faenza, guidati del tenente Carmelo Carraffa, al termine di un’approfondita indagine, hanno arrestato un cittadino marocchino classe 1983. E' accusato di essere l’autore della violenta aggressione avvenuta in città alle prime ore del 9 febbraio scorso, in via Marcello, nei confronti di un cittadino marocchino che a causa delle gravi lesioni era stato ricoverato in ospedale in prognosi riservata.

 

Su segnalazione di un passante, i carabinieri avevano trovato sul posto una persona stesa a terra, esanime, che presentava vistosi traumi al volto. L'uomo, nell’occasione privo di documenti, veniva subito soccorso dai sanitari del 118 che diagnosticavano  un trauma commotivo con fratture dovute alle percosse subite.  Dopo alcuni giorni di ricovero in prognosi riservata, veniva dimesso con prognosi di 90 giorni, nel frattempo i Carabinieri riuscivano ad identificarlo appurando che si trattava di un 31enne stabilmente dimorante a Faenza.

 

Come spiega l'Arma, nell’immediatezza i militari avevano cercato di individuare fra i residenti nella zona testimoni, tuttavia a causa dell’ora tarda nessuno era stato in grado di riferire notizie salienti, salvo l’aver sentito delle urla e delle richieste di aiuto provenire dalla strada, seguite dalla “fuga” di un’autovettura di grossa cilindrata allontanatasi a forte velocità.

 

I successivi accertamenti avevano portato i militari ad individuare una donna amica del ferito e sua connazionale, che aveva trascorso con lui la serata e che dallo stesso era stata riaccompagnata a casa, pochi minuti prima dell’aggressione. 

La testimonianza della ragazza consentiva di acquisire alcune importante informazioni riguardo le frequentazioni del connazionale ferito, fra le quali vi era anche una profonda amicizia con un altro marocchino con il quale lei fino a poco tempo prima era stata fidanzata, pertanto fra le ipotesi dell’aggressione veniva presa in considerazione anche il movente della “gelosia”.

 

Nonostante le ricerche immediatamente, i militari dell’Arma non avevano rintracciato l’ex fidanzato, un 31enne originario del Marocco già noto alle forze dell’ordine e negli ultimi tempi senza una fissa dimora. Appena i carabinieri del Nucleo operativo hanno avuto la possibilità di incontrare il ferito ricoverato in rianimazione all’ospedale di Faenza, lo stesso aveva confermato la prima ipotesi investigativa: infatti aveva riconosciuto in fotografia il connazionale che lo aveva picchiato con pugni e calci precisando che lo aveva aggredito accusandolo di insidiare la sua compagna.

 

Nel prosieguo dell’indagine, inoltre, i carabinieri sono riusciti ad individuare anche altre testimonianze attendibili che hanno confermato di aver visto il 31enne marocchino aggredire selvaggiamente il suo connazionale nelle vicinanze dell’abitazione della sua ex-fidanzata.

 

Nei giorni successivi, quando l’indagine stava volgendo al termine, il presunto aggressore, fino ad allora ricercato ma irreperibile, si presentava spontaneamente presso la caserma di via Giuliano da Maiano poiché a suo dire “aveva saputo” in giro che era ricercato dalle forze dell’ordine. Nella circostanza  forniva il suo nuovo indirizzo di Faenza lasciando intendere di non aver commesso nulla.

 

E il ferito aveva completamente “ritrattato” le sue precedenti dichiarazioni riferendo che gli autori dell’aggressione erano stati degli sconosciuti in stato di ubriachezza che senza alcun motivo lo avevano seguito e picchiato, precisando di essersi “sbagliato” nell’accusare il suo connazionale visto il suo stato confusionale.

 

Anche la ragazza sentita precedentemente, interpellata riguardo il suo ex-fidanzato, non aveva reso dichiarazioni plausibili rilasciando una versione dei fatti lacunosa e contraddittoria.  

 

A quel punto, il pubblico ministero dott.ssa Isabella Cavallari della Procura della Repubblica di Ravenna che sin dalle prime fasi della vicenda ha coordinato l’attività investigativa dei Carabinieri, ha chiesto al gip l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere che in breve tempo è stata concessa dal giudice dott.ssa Antonella Guidomei che ha tenuto conto dei gravi indizi di colpevolezza raccolti a carico del 31enne marocchino ravvisando anche un concreto rischio di inquinamento probatorio desumibile proprio dalla “coincidenza” fra la sua presentazione spontanea in caserma ed il “cambio di rotta” delle dichiarazioni rese dal connazionale ferito che per primo aveva testimoniato contro di lui

 

L’arrestato è stato quindi catturato dai carabinieri che lo hanno fermato per le vie del centro di Faenza e condotto presso il carcere di Ravenna. Dovrà rispondere del reato di “lesioni personali aggravate dai futili motivi”.

 

La sua ex-fidanzata nonché il connazionale aggredito sono stati denunciati in stato di libertà per “favoreggiamento personale” a causa delle dichiarazioni e soprattutto delle “ritrattazioni” finalizzate a depistare le indagini.  

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