I candidati a confronto con l'economia

I 7 aspiranti alla carica di primo cittadino hanno incontrato industriali e artigiani
19 marzo 2010 |  Politica | Economia & Lavoro | Faenza |

Giornata all’insegna dell’economia per i sette candidati a sindaco di Faenza, che ieri hanno incontrato nel pomeriggio i vertici manfredi di Confindustria e in serata quelli di Cna e Confartigianato.
Industriali e artigiani hanno esposto i loro desiderata a Gilberto Bucci (Udc), Pierpaolo Casalini (Faenza che vuoi), Giovanni Malpezzi (centrosinistra), Giancarlo Minardi (centrodestra), Maurizio Montanari (Fatti sentire-Movimento 5 stelle), Palmiro de Maria (Federazione della sinistra), Vincenzo Fanelli (Forza Nuova). Rigorosa la par condicio imposta ai candidati, ognuno dei quali aveva un numero preciso di minuti a disposizione (5 nell’incontro gli industriali, mentre gli artigiani sono stati più di manica larga concedendone 10)

Per quanto riguarda Cna e Confartigianato, lo spunto iniziale lo hanno dato i presidenti delle due associazioni faentine, Giuseppe Neri e Paolo Zama, per i quali “nel nostro comprensorio è presente un tessuto economico caratterizzato da una rete di piccole e medie imprese e da aziende artigiane che operano in diversi settori. L'economia locale non può vivere senza la qualificazione del territorio, per cui sono necessari interventi come il completamento dello scalo merci, una circonvallazione Faenza-Castel Bolognese, nuovi collegamenti tra l'area collinare e l'autostrada”.
“Bisogna pensare poi a snellimento e semplificazione delle procedure burocratiche, valorizzando l'esperienza positiva dello sportello unico, attuando percorsi autorizzativi più rapidi per gli appalti pubblici e utilizzando la trattativa diretta per quei lavori che possono tranquillamente svolgere le aziende del territorio. Per quanto riguarda il centro storico, è necessaria la riqualificazione attraverso parcheggi e interventi di arredo urbano”.

Sul potenziamento della rete infrastrutturale anche Confindustria (in calce all’articolo si trova il link per scaricare il pdf con l’elenco dettagliato delle richieste) ha posto l’accento, chiedendo il completamento dello scalo merci, il miglioramento dei collegamenti con l’area della via Emilia e Castel Bolognese e un collegamento tra la via Emilia (lato Forlì) e l’area produttiva Naviglio.

“Le richieste avanzate dalle associazioni di categoria sono legittime – ha esordito Gilberto Bucci dell'Udc – ma non di facile attuazione”. Per lo scalo, ha spiegato Bucci come esempio, i tempi saranno lunghissimi, essendoci di mezzo anche le Ferrovie dello Stato; è quindi più semplice portare avanti il discorso sulla riqualificazione del centro storico, ma non si possono fare troppe promesse in campagna elettorale: secondo Bucci la crisi che si prospetta nei prossimi anni in campo edilizio, dopo il boom delle costruzioni, metterà in serie difficoltà aziende locali e amministrazioni.

Anche Andrea Luccaroni della lista civica “Faenza che vuoi”, che ieri sostituiva il candidato Pierpaolo Casalini assente per motivi di lavoro, ha parlato di servizi alle imprese più che di infrastrutture: snellire la burocrazia, sviluppare reti di servizi integrati sul territorio, studiare e sfruttare al meglio i finanziamenti europei, aprire un tavolo con le associazioni per esaminare da vicino i problemi delle aziende. Poi ha criticato la trasformazione, avvenuta con la riforma Gelmini, dell'Istituto d'arte in liceo artistico, spiegando che Faenza ha bisogno di manodopera specializzata e artigiani più che di “artisti”.

Palmiro De Maria, candidato della “Federazione della sinistra” ha invitato a diffidare ancora una volta delle promesse: la maggior parte delle infrastrutture richieste da Cna e Confartigianato, ha detto, sono già nel Piano strutturale comunale, e se non sono state ancora realizzate vuol dire che non sono realizzabili per la mancanza di fondi e gli alti costi delle operazioni: “Per il Psc del 2010 ci sono 5 milioni di euro: come la si costruisce una circonvallazione con quei soldi?”. Poi ha puntato il dito verso gli appalti, affidati troppo spesso ad aziende esterne al territorio, quindi meno controllabili e meno vantaggiose per l'economia locale.

“Dio, patria, famiglia e lavoro” sono invece i principi ai quali Faenza dovrebbe ispirarsi per uscire dalla crisi secondo Vincenzo Fanelli di Forza Nuova. Nel suo programma servizi e assistenza pubblica agli italiani in forma preferenziale o esclusiva, contrasto all'immigrazione, rifiuto di agevolazioni di qualsiasi genere ai nomadi, lo stop alla costruzione di ipermercati e centri commerciali, ripulitura di tutte le scritte murali, potenziamento della lotta all'abusivismo commerciale, opposizione alla privatizzazione della sanità. “Sostieni l'italianità” è lo slogan della sua campagna elettorale.

Anche Giovanni Malpezzi, candidato del centro sinistra, ha criticato la trasformazione dell'Istituto d'arte in liceo, sottolineando che urge un tavolo tra Amministrazione e aziende per evitare lo “scollamento” tra queste e i lavoratori: “La formazione deve avere una ricaduta sul territorio”. Ha poi proposto la costituzione di un “World trade center” faentino, ovvero un centro che aiuti le imprese a superare la crisi anche attraverso l'espansione all'estero: “Faenza ha un'elevata competitività, visto il territorio ricco di risorse, ma mancano gli strumenti per sostenere questa capacità di sviluppo”.

La sicurezza è al primo posto nel programma di Giancarlo Minardi. Per il candidato del centro destra è necessario riportare la Municipale in centro e riqualificare il centro storico ripopolandolo possibilmente con cittadini italiani e faentini. “Non penso sia difficile dirottare in centro le migliaia di visitatori degli ipermercati delle periferie” ha spiegato Minardi parlando di turismo e dicendo di voler abbattere gli oneri dell'urbanizzazione per facilitare l'apertura in città di attività commerciali e artigianali. Ha poi proposto la costruzione di una variante per collegare Faenza all'aeroporto di Forlì.

E sulla “rivitalizzazione” del centro storico ha insistito anche Maurizio Montanari, grillino candidato della lista “Fatti sentire”. Secondo lui serve subito il potenziamento della “cabina di regia” ispirandosi a quelle di Ravenna o Ferrara, operazione indispensabile per proseguire il progetto di animazione del centro. E potenziata dev'essere anche l'offerta turistica della città: puntare sul museo della ceramica va bene, ma non basta per crescere se non ci sono attrazioni alternative. Sicuramente, ha concluso Montanari, serve più “marketing”, più comunicazione e pubblicità per Faenza, soprattutto su internet.
(f.g.)
(v.r.)

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