2 aprile 2010 - Faenza, Cronaca

Casola, una task force contro le frane

Un Tavolo promosso dal Comune sul dissesto idrogeologico

Il sindaco di Casola Valsenio, Nicola Iseppi, ha promosso la costituzione di un tavolo permanente sul dissesto idrogeologico: si occuperà del monitoraggio e delle azioni da mettere in pratica per la difesa del territorio. Compongono il tavolo l’Amministrazione, assieme agli organi tecnici del Comune e del Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale, e i rappresentanti delle Organizzazioni professionali agricole.

La prima riunione si è svolta mercoledì 31 marzo, in municipio. Erano presenti anche il vicesindaco Graziano Caroli, Marco Bellosi (Coldiretti), Chiara Zoli (CIA), Silvano Lasi (CopAgri-CISL), Rossano Montuschi e il geologo Gabriele Minardi (Consorzio di Bonifica).
 

Come spiega il primo cittadino, “l’emergenza che si è determinata a causa dei fenomeni di dissesto idrogeologico, seguiti dalle piogge e precipitazioni nevose dell’inverno, culminati nell’eccezionale nevicata del marzo scorso, richiede la collaborazione tra istituzioni locali, enti territoriali, imprese e organizzazioni agricole”.

Per quanto riguarda le azioni, il sindaco, come è noto, ha chiesto lo stato di calamità naturale e ha sostenuto un incontro in Regione a cui erano presenti anche l’Assessore provinciale Marino Fiorentini e il Presidente dell’Unione dei Comuni, Emma Ponzi, per chiedere il rifinanziamento a breve della Legge regionale 3.

"Gli eventi accaduti - ha concluso il sindaco - hanno una valenza straordinaria, ma vogliamo anche mettere in pratica in maniera più attenta e rigorosa i regolamenti esistenti, come quello sulla viabilità rurale con riferimento alla conduzione dei terreno agricoli da parte dei frontisti di strade comunali. Occorre che fossi e scarpate siano mantenuti in condizioni ottimali e di sicurezza per evitare l’evitabile".
 

Il Consorzio di Bonifica riceverà le segnalazioni ancora per 15 giorni per poi ordinarle per priorità e valutare cosa possa essere gestito tramite procedure ordinarie e cosa invece necessiti di interventi straordinari. "Molte segnalazioni a seguito di sopralluogo - hanno osservato i tecnici - sono state causate da una conduzione non sempre ottimale del fondo agricolo e da interventi che risalgono a più di 15-20 anni fa quando non c’erano le norme sul vincolo idrogeologico che oggi permettono un’azione di monitoraggio e di maggiore prevenzione".
 

Le Organizzazioni professionali agricole da parte loro hanno giudicato positivo l’incontro e hanno rilevato la gravità della situazione. "Per affrontare la situazione - dicono - serve una regia unica, con acquisti collettivi, con la possibilità di mettere in comune le attrezzature e mezzi per abbattere i costi a carico degli agricoltori. E serve tutto l’aiuto e l’assistenza necessaria per affrontare tutti gli aspetti burocratici e autorizzativi". Al prossimo incontro, che si terrà fra un mese, saranno presenti anche il Parco, il Servizio Tecnico di Bacino del Reno, il Servizio tecnico dell’Unione dei Comuni e i rappresentanti degli altri comuni dell’Unione.
 

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