30 marzo 2016 - Faenza, Cronaca

Accecato dalla gelosia aggredisce la compagna: "se non mi dici la verità ti uccido"

Le minacce erano accompagnate da pugni e schiaffi ma anche da morsi e colpi violenti. In manette un 35enne faentino

Un 35enne taentino è stato arrestato in quanto ritenuto responsabile di una serie di gravi maltrattamenti nei confronti della sua compagna che vive con lui. Secondo quanto riferito dalla vittima, da tempo il suo compagno la “bersagliava”, soprattutto di notte, con ripetute violenze fisiche e psicologiche, minacciandola di morte.

 

Sabato mattina la donna non ce l’ha fatta più, si è fatta coraggio e si è rivolta ai carabinieri per chiedere disperatamente il loro aiuto, raccontando l’ennesimo violento litigio avvenuto nel corso della notte, quando il suo compagno l’aveva svegliata di soprassalto per accusarla di tradimenti inesistenti. La donna ha infatti riferito che la causa scatenante degli episodi di violenza e delle vessazioni subite dal compagno è stata la sua morbosa gelosia che spesso lo ha portato a cercare incessantemente tracce di relazioni della sua compagna con altri uomini, per poi sfogare su di lei la rabbia di non aver mai trovato nemmeno una “prova”.

II 35enne negli ultimi tempi era arrivato al punto di “sequestrare” il telefonino e le chiavi di casa della donna al suo rientro a casa da lavoro, oltre che a sottoporla a lunghi interrogatori anche sotto la minaccia di un coltello puntato alla gola oppure di una cinta di accappatoio stretta intorno al collo. L’uomo tormentava la sua compagna con esplicite minacce di morte (”se non mi dici la verità ti uccido!”) sempre accompagnate da pugni e schiaffi ma anche da morsi e colpi violenti inferti con qualsiasi oggetto a disposizione,comprese le bottiglie, i libri, addirittura con un appendiabiti di legno.

 

I militari dell’arma dopo aver tranquillizzato la donna, l’hanno convinta a raccontare non solo ciò che era accaduto quella notte ma anche tutti gli episodi di violenza che si sono succeduti nel tempo e che lei non aveva mai denunciato. Quando però i carabinieri hanno visto i lividi e gli arrossamenti che la donna aveva sul corpo, non hanno esitato a far intervenire in caserma un’ambulanza che l’ha trasportata in ospedale per accertamenti più approfonditi. 

I sanitari hanno diagnosticato alla donna numerose ecchimosi, alcune molto recenti, presenti sulle braccia e sulle gambe nonché alcuni graffi sulla schiena, stabilendo una prognosi di sette giorni. Ai medici ha raccontato che quei segni erano dovuti ai colpi ricevuti insistentemente dal compagno.

 

Al termine delle visite, quando la donna è uscita dall’ospedale in compagnia di alcuni conoscenti che in auto la stavano portando al sicuro, i carabinieri hanno ritenuto opportuno “scortarla” fino a destinazione per sincerarsi che lungo il tragitto non le accadesse nulla. quell’accortezza da parte dei militari dell’arma è stata provvidenziale, infatti percorsi pochi chilometri, il 35enne che evidentemente si era nascosto nei paraggi dell’ospedale, alla guida della propria auto ha tentato in tutti i modi di speronare quella della sua convivente per costringerla a fermarsi, nonostante la presenza dei carabinieri.

Molti automobilisti di passaggio hanno assistito increduli a quelle manovre rischiosissime lungo la strada. Dopo una serie di sorpassi con i carabinieri, il 35enne, completamente fuori di sé dalla rabbia, è stato bloccato. Sul posto è arrivato di rinforzo anche un secondo equipaggio del nucleo radiomobile.

I militari dell’arma, vista la pericolosità dell’uomo, lo hanno arrestato per “maltrattamenti in famiglia” e “violenza privata” inoltre gli hanno contestato anche il reato di  “lesioni personali” procurate alla sua convivente. il pubblico ministero ha disposto di accompagnarlo in carcere, dove l’uomo ha trascorso le festività pasquali, in attesa della convalida del gip.

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