18 marzo 2017 - Faenza, Cronaca

Adesca una 14enne grazie a giochi e quiz sul telefonino

In casa del 33enne migliaia di foto e video con minorenni

I carabinieri della stazione Principale della compagnia di Faenza hanno salvato dalle grinfie di un 33enne una 14enne. Dopo le indagini Procura della Repubblica la distrettuale di Bologna ha iscritto l'uomo nel registro degli indagati rinviandolo a processo. L'operazione è stata presentata in una conferenza stampa: la brutta scoperta è stata fatta dalla madre della minorenne che ha sorpreso la figlia a guardare immagini di nudo sul telefonino. La mamma si è fatta consegnare lo smartphone e si è accorta che nella galleria fotografica c'erano immagini e video della figlia nuda e in pose a carattere sessuale. La ragazzina si è difesa raccontando che si trattava di uno scherzo, però tra le foto ce n'erano alcune di un adulto che mostrava i genitali. La 14enne alla fine ha ammesso che aveva iniziato a scambiarsi messaggi con una persona che aveva detto di essere un insegnante 30enne campano, sposato con figli che aveva scritto di essersi innamorato di lei.

 

I genitori della ragazzina si sono allora rivolti ai carabinieri. Attraverso il numero di cellulare sono risaliti all'uomo, un 33enne del napoletano, con un precedente specifico, indagato dalla Procura di Bologna per aver indotto la minorenne a inviare immagini pornografiche. Dalla perquisizione in casa dell'uomo i carabinieri hanno sequestrato supporti di memoria, hard disk, cellulari e pc portatile oltre ad un numero imprecisato di dvd con migliaia di immagini e video, alcuni amatoriali, realizzati da minorenni e altro materiale scaricato dalla rete. Quello relativo alla ragazzina di Faenza consiste in circa 40 immagini di nudo e circa 30 video. Ma il materiale, esaminato da un perito, ha aperto altri scenari perchè è risultato che la 14enne faentina era solo una delle tante minori 'agganciate' dal 33enne, che in totale sono risultate essere una decina. L'uomo per entrare in contatto con loro usava delle App molto diffuse: quiz o giochi che contemplano una chat.

Dai primi apprezzamenti che rivolgeva alle minori, dopo aver saputo l’età, le invitava a trasferire le loro conversazioni su altre piattaforme di messaggistica. “Da tempo - ha sottolineato il capitano Cristiano Marella- l'Arma dei Carabinieri di Faenza abbiamo avviato una serie di incontri nelle scuole elementari e nelle medie, dove il fenomeno è più sentito, proprio sul tema dei rischi della rete. Ai ragazzi consigliamo di non messaggiare con sconosciuti ma i veri 'sorveglianti' devono essere insegnanti e genitori che devono notare cambiamenti nell'umore dei ragazzi e soprattutto in qualche modo devono avere un canale sempre aperto con quello che i minori frequentano anche su internet o attraverso semplici applicazioni che possono essere sia di messaguistica ma anche quelle ludiche, le più usate dagli orchi per entrare in contatto con le proprie vittime”.

 

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