13 giugno 2017 - Faenza, Cronaca, Arte

Al Mic di Faenza arriva Picasso

Abbozzato il piano quadriennale di lavoro con una media di tre mostre all’anno

Un quadriennio speciale, complesso e ricco di proposte di grande spessore storico artistico è quello che si sta configurando al MIC Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza dal 2018 al 2021 per una media di tre o quattro mostre all’anno.

Il Museo ha appena approvato un piano di lavoro ricco ed intenso indirizzato su tre livelli paralleli, che si muovono a partire dallo studio e dalla valorizzazione del proprio immenso patrimonio: il primo dedicato alla riscoperta e alla ricerca di autori del territorio che hanno ricoperto un ruolo rilevante nella storia della ceramica, il secondo concentrato sulla realizzazione di importanti mostre, frutto della collaborazione con altre istituzioni nazionali e internazionali, il terzo dedicato alla contemporaneità.

“Si tratta di una progettualità molteplice e molto intensa che impegnerà il MIC su più livelli. Abbiamo avviato una serie di contatti che speriamo nei prossimi mesi di concretizzare in un calendario definito dal 2018 al 2021 – spiega la direttrice Casali -. L’idea è quella di affrontare argomenti e protagonisti dell’arte moderna e contemporanea in mostre temporanee ma anche di valorizzare le nostre collezioni con interventi puntuali di riordino e riallestimento del nostro patrimonio nelle sezioni permanenti e nelle conseguenti pubblicazioni”.

Alcuni nomi, su cui si sta cominciando a lavorare, non hanno davvero bisogno di presentazioni: uno su tutti Pablo Picasso (il MIC possiede una serie di opere donate dallo stesso artista ed importantissima è stata la sua influenza su artisti e scultori ceramici) con una mostra, tra il 2019 e il 2020, che sarà organizzata in collaborazione con il Museo Picasso di Parigi. Poi le esposizioni dedicate ad alcune delle più importanti manifatture europee: la Rosenthal di Selb (prevista nel 2020) che avviò la sua produzione di porcellane nel 1880 ed è ancora oggi una delle aziende europee più conosciute, la Manifattura Lenci (dal 3 marzo al 3 giugno 2018) che è stata una delle più importanti fabbriche italiane di produzione di piccole e grandi sculture d`arredo in ceramica nel primo dopoguerra e infine un omaggio significativo a Galileo Chini che si contraddistinse fin dagli esordi per l’alta qualità e i raffinati decori floreali liberty (2020).

Sul versante faentino il MIC intende compiere un lungo percorso che attribuisca il giusto riconoscimento a livello nazionale di maestri – tutti di nascita faentina - come Giovanni Guerrini, Pietro Melandri, Anselmo Bucci, Domenico Rambelli. Il primo di questi progetti verrà inaugurato il 4 novembre 2017 con “Achille Calzi, arti tra simbolismo e liberty”, un importante lavoro antologico mai fatto prima, curato da Ilaria Piazza e dedicato ad un protagonista cardine della storia culturale e della produzione simbolista e liberty del nostro paese, purtroppo prematuramente scomparso, interrompendo così la sua instancabile ricerca stilistica.

Infine la parte dedicata al contemporaneo. Nel 2018 il MIC festeggia gli 80 anni del Premio Faenza per 60 edizioni con una rassegna speciale. Il Premio Faenza, dal 26 giugno al 7 ottobre del 2018, vedrà in mostra a Faenza le eccellenze internazionali contemporanee che al momento lavorano con la ceramica grazie alla curatela di critici d’arte internazionali appositamente coinvolti nella selezione. “Per celebrare questo prestigioso appuntamento - precisa Claudia Casali - abbiamo deciso di optare non per una “open call” ma per una scelta curatoriale di Maestri e Talenti che hanno rappresentato e che oggi rappresentano la scultura ceramica internazionale nella loro ricerca innovativa. In questa selezione sono ovviamente esclusi i già Premi Faenza. Siamo al lavoro dalla primavera con una ventina di professionisti internazionali e abbiamo coinvolto le realtà ceramiche più interessanti. Il risultato sarà una mostra di grande eccellenza”.

Poi ancora dal 28 aprile 2018 al 10 febbraio 2019 una mostra dedicata a Miquel Barceló, l’unico arista vivente a cui il Louvre abbia dedicato una mostra e nel 2021 (ancora da confermare) Grayson Perry, uno degli artisti e ceramisti più importanti dell’Inghilterra.

Non mancheranno le pubblicazioni per la valorizzazione delle porcellane e delle sezioni più archeologiche appartenenti alla nostra collezione, oltre ai riallestimenti della sezione dedicata al design e alla ceramica popolare, dell’arte classica e del vicino oriente antico.

 “Ci aspetta un grosso lavoro – conclude Eugenio Emiliani, Presidente della Fondazione MIC  - ma siamo sicuri che i nostri sforzi saranno premiati con un aumento dei visitatori e forse, chissà, riusciremo a convogliare anche una parte del turismo culturale a Faenza”.

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