17 gennaio 2018 - Faenza, Cronaca

Cuccioli abbandonati a Faenza, trovati i colpevoli: nel loro giardino anche una "fossa comune"

Le indagini dei Carabinieri dopo il ritrovamento di dicembre

I carabinieri di Faenza hanno portato a termine un’indagine che ha consentito di individuare i responsabili dell’abbandono di due cuccioli di pochi mesi che a dicembre erano stati trovati in un fosso alla periferia della città. Purtroppo quel gesto aveva procurato la morte di un cagnolino e ridotto in fin di vita il secondo, poi tratto in salvo e curato da veterinari della locale sezione Enpa (nella foto).

 

I fatti risalgono al 18 dicembre 2017: un veterinario aveva trovato in via Merlaschio, nelle campagne faentine, due cuccioli di circa due mesi abbandonati all’interno di una cassetta in plastica lungo un canale di scolo che costeggia la strada. Uno dei due cuccioli al momento del ritrovamento era già deceduto quasi certamente per il freddo, secondo il medico, mentre il secondo, in condizioni molto gravi, era stato subito ricoverato in un ambulatorio veterinario.

 

Le indagini sono partite dopo la denuncia ai carabinieri dalla responsabile dell'Enpa di Faenza Teresa Ravaioli, che allo stesso tempo aveva pubblicato le fotografie dei due cuccioli sui social network per condannare il deplorevole episodio ed invitare eventuali testimoni a contattare i recapiti dell’associazione per risalire agli autori. Il post è diventato “virale” con migliaia di condivisioni e di messaggi di solidarietà per il cucciolo sopravvissuto, che nel frattempo i volontari dell’associazione animalista hanno ribattezzato con il nome di “Calippo”.

 

Attraverso la testimonianze di persone che hanno raccolto l’appello, i carabinieri sono riusciti ad orientare le indagini su un automobilista che aveva effettuato una sosta sospetta la sera dell’abbandono. Dopo aver passato al setaccio i filmati delle telecamere della videosorveglianza e dei varchi di lettura targhe disseminati per il territorio, sono riusciti ad individuare un’auto in uso ad una coppia di Cotignola, un 59enne e una 37enne.

 

Individuato il loro indirizzo, i militari hanno effettuato degli appostamenti appurando che presso la loro abitazione vi erano delle cucce per cani “disabitate”, un indizio che ha insospettito ulteriormente i carabinieri che a quel punto hanno cominciato ad acquisire informazioni dai vicini di casa.

 

Alla fine è emerso che in quella proprietà, nonostante lo spazio ridotto, dall’estate dell’anno scorso erano state viste numerose cucciolate tenute in condizioni igieniche “discutibili” al punto che erano intervenute anche le guardie zoofile di Lugo e la stessa Enpa per verificare lo stato di cura di quei cani. Dalle testimonianze, inoltre, è emerso che nei mesi successivi il numero dei cani si era progressivamente ridotto finché non ne era più stato visto nemmeno uno, in quanto, secondo la versione del proprietario, era riuscito a darli in affidamento a persone disposte ad accoglierli, anche se riguardo la “sparizione” di alcuni cani, però, le circostanze erano apparse poco chiare.

 

La svolta delle indagini è avvenuta quando i carabinieri, dopo aver raccolto una serie di indizi sulla coppia di Cotignola, ha raccolto la testimonianza di una persona che ha raccontato di aver visto nel loro giardino, i primi di dicembre, due cuccioli di pochi mesi e dal pelo chiaro che, dopo le verifiche, sono risultati essere quelli poi abbandonati in via Merlaschio. A quel punto i carabinieri hanno depositato una dettagliata informativa alla Procura della Repubblica e la vicenda è stata preso a cuore dal procuratore capo Alessandro Mancini e dal pubblico ministero Cristina d’Aniello che hanno coordinato le indagini. Nel giro di poche ore è stato emesso un decreto di perquisizione con il quale i carabinieri, capeggiati dal capitano Marella, si sono presentati alla porta della coppia.

La perquisizione effettuata presso l’abitazione dei due ha portato al ritrovamento di indiscutibili fonti di prova a loro carico, inoltre nel giardino dell’abitazione i militari hanno trovato una fossa comune dove nel tempo erano stati seppelliti molti cani. L’area è stata sottoposta a sequestro per ulteriori accertamenti. La coppia è stata quindi denunciata per “maltrattamenti e uccisione di animali”.

 

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