29 marzo 2018 - Faenza, Cronaca

Vendeva pericolosa droga sintetica nel suo negozio, in carcere 57enne

L'uomo deve scontare una pena residua di 6 anni e 5 mesi di reclusione

La Polizia di Stato comunica che ha proceduto all’esecuzione al provvedimento di carcerazione per anni 6 e mesi 5 di pena residua, a carico di un 57enne imolese residente a Faenza, per reati commessi in violazione della disciplina in materia di Sostanze Stupefacenti.

 

 Nel  pomeriggio di ieri gli agenti del Commissariato di P.S. di Faenza, hanno dato esecuzione al provvedimento di carcerazione emesso nei confronti dell’uomo. Il 57enne si trovava già sottoposto alla misura alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali per reati inerenti la produzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti e l’aggravamento della sanzione a suo carico è giunta a seguito di una ulteriore condanna per produzione di sostanze stupefacenti destinate alla vendita riferita alla coltivazione ad hoc di un terreno ubicato a Cotignola, circostanza per la quale era stato tratto in arresto insieme ad un’altra persona nell’estate del 2012.

 

L’imolese, pluripregiudicato, anche prima di quella data, era persona nota alle Forze dell’Ordine soprattutto per reati inerenti al consumo e allo spaccio di sostanze stupefacenti, ma non solo, registrandosi a suo carico già nei primi anni ’80 anche lesioni personali, minacce, porto abusivo di strumenti atti ad offendere e violazione degli obblighi di assistenza familiare.

 

Fra i suoi precedenti specifici ha avuto una particolare rilevanza un’indagine del Commissariato di Faenza, dell’inizio del 2015.

 

In quella circostanza, dopo diverse segnalazioni e lunghi periodi di attività di osservazione investigativa e di riscontro, gli investigatori faentini hanno verificato che all’interno del suo esercizio commerciale, deputato alla vendita di canapa e materiale affine, in realtà venivano “spacciate” bustine contenenti un trinciato vegetale imbevuto di sostanze chimiche, altamente tossiche per la salute pubblica che, anche se solo inalate, erano di fatto in grado di produrre effetti stupefacenti anche devastanti; per tali motivi, queste sostanze, commercializzate in bustine e in altre forme, sono da tempo sotto l’attenzione investigativa dei governi di numerosi paesi europei.

 

I poliziotti del Commissariato di via San Silvestro coordinati dal Pubblico Ministero D.ssa Marilù Gattelli della Procura della Repubblica di Ravenna, grazie al supporto delle analisi chimiche del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica di Bologna, appurarono che tali sostanze, commercializzate come profumatori d’ambiente, erano invece vendute per  essere fumate al fine di ottenere il massimo effetto stupefacente.

 

La droga sintetica

 

Il negoziante non si faceva quindi scrupoli ad evidenziare tutti gli aspetti positivi, compreso il fatto che, non essendo sostanze ancora tabellate come  stupefacenti dal Ministero della Sanità,  non venivano ricercate negli esami standard effettuati dal Servizio Sanitario Nazionale, in modo che anche chi si trovava sotto sorveglianza sanitaria poteva tranquillamente fumare il cannabinoide sintetico senza essere scoperto.

 

La Polizia ha avuto modo di identificare ed accertare che alcuni di coloro, di età molto giovane, che hanno inalato dette sostanze hanno dovuto ricorrere alle cure dei sanitari del locale Pronto Soccorso, avvertendo totale perdita di coscienza, forte tachicardia, senso di stordimento e temporanea instabilità psichica.

 

Il quadro investigativo evidenziatosi a seguito delle indagini effettuate dai poliziotti di Faenza ha permesso di accertare a carico del commerciante la commissione del grave reato di commercio di sostanze contraffatte o adulterate, nocive per la salute pubblica. L’autorità Giudiziaria competente ha delegato alla Polizia di Faenza  un’ampia attività di riscontro, compresa la perquisizione dell’esercizio commerciale, a seguito della quale si è potuto verificare che le bustine del cannabinoide sintetico venivano acquistate nella rete internet, in particolare su un sito inglese e poi vendute con un considerevole ricavo: è risultato che in quattro mesi l’uomo avesse acquistato circa 1500 bustine, formalmente non idonee alla vendita in Italia, per un guadagno di circa 15.000 Euro e un centinaio di queste sono state rinvenute e sequestrate al commercio durante la perquisizione.

 

A conclusione dell’attività investigativa il 57enne venne rinviato a giudizio per l’ipotesi di reato di commercio di sostanze contraffatte o adulterate gravemente nocive per la salute pubblica e lesioni gravi a carico di alcuni consumatori individuati.

 

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