A Faenza il tennis si gioca con le padelle
A Faenza va in scena un torneo di tennis con le padelle al posto delle racchette. Un tabellone con tanto di teste di serie, sedici squadre composte da quattro giocatori ciascuna, arbitri pubblico delle grandi occasioni.
L’appuntamento è domani sera al circolo “Teo Gaudenzi” di via Medaglie d’Oro di Faenza e le protagoniste sono le vecchie padelle da cucina. Tutto lascerebbe pensare a molti errori ed un gioco frammentato, invece le edizioni degli anni scorsi hanno spesso offerto scambi spettacolari e prolungati. Insomma, chi sa giocare bene con la racchetta, poi non sfigura affatto nemmeno con la padella, che oltretutto regala alla partita la vivacità di una serie di fumettistici
Si inizierà alle 20, sull’onda del successo dello scorso anno, quando si sono visti scambi spettacolari e vivaci, con una vivacità quasi fumettistica grazie agli “sdeng” e ai “clang”, singolari suoni di gioco.
La storia e le regole del torneo
Nel 2008 si iscrissero sei squadre per un totale di 24 giocatori; l’anno scorso le squadre raddoppiarono e quest’anno si toccherà appunto la cifra record di 16 team per un totale 64 giocatori (più eventuali riserve). Le regole. Si scende in campo in quattro per squadra, due nella metà superiore e due nella metà inferiore del campo. Il gioco diventa a volte un lontano parente del tamburello, con ripetuti pallonetti alti ed in profondità, per scavalcare gli uomini a rete. Si giocano set ai 15 punti, con battute alternate. Le padelle non hanno nessuna limitazione di sorta: possono essere grandi, piccole, d’acciaio o di altri materiali più leggeri. E anche gli stili sono diversi. C’è chi colpisce col fondo, chi invece preferisce utilizzare la parte interna. Naturalmente, c’è anche chi cambia la padella dopo aver sbagliato un colpo, attribuendo la responsabilità del proprio errore ad una lieve ammaccatura del tegame. E c’è chi gioca con la presina, per evitare le scivolosità del manico.
L’anno scorso vinse l’Academy Dangerous capitanata da Vieri Cheli, composta da Flora Perfetti, Filippo Sassi, Andrea Versari, Enrico Carnevali e Giancarlo Sabbatani.
L’organizzazione è affidata al maestro Marco Poggi
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