20 febbraio 2019 - Faenza, Cronaca

Calci e pugni ai commessi che li avevano sorpresi a rubare, arrestati dai Carabinieri a Faenza

Per i due cittadini marocchini è scattato il provvedimento di custodia cautelare

Sono stati fermati lunedì sera dal tempestivo intervento di una pattuglia dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile mentre tentavano la fuga nel piazzale all’esterno dell’esercizio commerciale “Il Baule” di Faenza, due cittadini marocchini, che poco prima avevano aggredito due commessi nel negozio che li avevano sorpresi a rubare.

I due, un 29enne residente a Casola Valsenio e un 35enne senza fissa dimora, sono stati arrestati per rapina aggravata e lesioni personali aggravate, mentre il secondo è stato perseguito anche per falsa attestazione a pubblico ufficiale avendo tentato di fornire false generalità. Gli stranieri sono ora sottoposti alla custodia cautelare in carcere, mentre i due commessi sono stati dimessi dal Pronto Soccorso dell’Ospedale di Faenza con prognosi di 5 e 30 giorni rispettivamente. La refurtiva, costituita da capi di abbigliamento per un valore totale di circa 70 euro, è stata restituita.

I fatti

L’intervento dei Carabinieri è scaturito da una chiamata alla Centrale Operativa del 112 da parte di un commesso dell’esercizio commerciale, che segnalava l’aggressione in corso all’interno del negozio. I due magrebini, dopo essere stati sorpresi all’interno di un camerino di prova mentre tentavano di asportare dei capi di abbigliamento a cui avevano staccato le placche anti-taccheggio, hanno cominciato a colpire due commessi con calci e pugni, prima di darsi alla fuga.

Bloccati dall’intervento dei Militari nel piazzale e accompagnati in caserma, sono poi stati trasferiti presso il carcere “Port’Aurea” di Ravenna come disposto dal Pubblico Ministero in attesa della convalida del fermo. Comparsi nella mattinata di oggi, mercoledì 20 febbraio, presso il Tribunale di Ravenna, il Giudice, su richiesta dello stesso PM, visti i gravi indizi di colpevolezza, ha applicato ai due arrestati la misura cautelare della custodia in carcere, dove rimarranno in attesa del processo.

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