11 aprile 2019 - Faenza, Società

Faenza: Raccolte 1.225 firme contro la ruota panoramica in centro

Consegnate oggi pomeriggio in comune agli assessori Luccaroni e Piroddi

Si è svolta nel pomeriggio giovedì 11 aprile la consegna alla amministrazione comunale delle firme sulla petizione “No alla ruota panoramica in piazza”. All’incontro erano presenti gli assessori Andrea Luccaroni e Domizio Piroddi che – per competenza – stanno seguendo la pratica per conto dell’Amministrazione comunale. Sono state raccolte 1225 firme di cittadini e cittadine, faentini e forestieri.

I promotori

"Come promotori della petizione siamo soddisfatti del risultato, non siamo una forza politica né un movimento organizzato. In città se ne è parlato molto e questo anche per merito della stampa locale che ha riportato le notizie. In piazza il turismo deve privilegiare la qualità legata all’arte” 

Abbiamo chiarito che non siamo contrari pregiudizialmente a una Ruota panoramica in assoluto, siamo contrari a una Ruota Panoramica in piazza. Anche in altre città a noi vicine, pensiamo a Forlì, la ruota fu collocata in zona periferica. A Faenza abbiamo altri spazi (piazzale Pancrazi o piazzale del PalaCattani) che potrebbero degnamente ospitare la ruota. Abbiamo ribadito la nostra convinzione che, come dimostrano gli ultimi dati sulle presenze turistiche nella nostra città e le esperienze come Argillà, Faenza debba privilegiare una offerta turistica di qualità legata all’arte, alla storia e alla cultura. Iniziative come quella prospettata della Ruota Panoramica sono estemporanee e offensive del “buon nome” della città, slegate dal contesto e dalla vocazione di Faenza come “città d’arte”. Alcuni parchi tematici sono già presenti in provincia e in regione, collocati in aree apposite e non certamente nei centri storici: un Luna Park in piazza farebbe perdere a Faenza la propria identità. Ci spaventa e ci preoccupa inoltre l’impatto visivo e fisico di una struttura così imponente collocata in un contesto come il centro storico, senza dimenticare i problemi legati alla sicurezza e alla viabilità ordinaria e di soccorso.

Nello specifico poi abbiamo chiesto come mai non siano stati interpellati i tecnici comunali, ingegneri architetti geometri. Ma anche perché non siano stati ascoltati i pareri degli storici della città, quelli che avrebbero potuto dirci cosa c’è sotto la piazza. Il sottosuolo della nostra città è attraversato da cantine, gallerie, cunicoli, magazzini, tubazioni, come chiunque può verificare nello scavo all’aperto a fianco del Palazzo del Podestà, o chiunque abbia partecipato alle visite guidate sotto la fontana monumentale. Un sottosuolo così ricco di storia e fragile non potrebbe sopportare il peso di 120 tonnellate di una ruota di 30 metri.

Abbiamo poi citato il caso di Ancona, l’anno scorso, dove fu installata una ruota analoga. La Soprintendenza di quella città chiese di effettuare dei sondaggi archeologici nel sottosuolo. E chiese di realizzare tre basamenti in cemento armato per l’ancoraggio della struttura, a un livello di 120-150 centimetri sotto il piano di calpestio. Costo: 8mila euro per i sondaggi e 30mila per i basamenti in cemento armato. Al di là della mostruosità di scavare la nostra piazza di un metro e mezzo, oppure di realizzare dei cassoni a cielo aperto di cemento armato che sopportino le 120 tonnellate, a parte tutto questo, chi pagherebbe questi costi?

“La proposta era sbagliata in partenza”

Da parte della Amministrazione, dopo il ringraziamento per la nostra iniziativa come “palestra di democrazia”, ci è stato risposto che al momento non è ancora stata presa nessuna decisione in quanto tutto è subordinato al parere della Soprintendenza. Semplicemente – ci è stato detto – il Comune si è limitato a ricevere la proposta dal proprietario della Ruota e a confrontarsi con la Cabina di regia del centro storico (commercianti e artigiani).

Tutta la questione ci pare alquanto confusa, non esiste neppure un progetto di fattibilità. Quello che è grave è che l’amministrazione abbia accettato la proposta di collocare la ruota in piazza, e non in un luogo più sicuro e periferico. E’ la partenza a essere sbagliata. A questo punto, in attesa del parere della Soprintendenza, speriamo che prevalga il buon senso e il rispetto per il cuore della città.

Giovanna Todeschini, Renzo Bertaccini, Vito Ammirabile

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