23 settembre 2019 - Faenza, Società

Il blog della mamma faentina diventa una fiction su Rai2: l’intervista

“Volevo fare la Rockstar” si trasforma anche in un libro, fuori dal 1 ottobre

"Volevo fare la Rockstar": blog, serie tv e libro

In autunno Rai 2 manderà in onda in prima serata “Volevo fare la Rockstar” una nuova fiction tratta dall'omonimo blog di Valentina Santandrea, una ragazza di Faenza che, tramite una narrazione sincera e trasparente della sua vita e delle sue difficoltà da “mamma single”, ha attirato l’attenzione di sempre più lettori vedendo infine il suo blog trasformarsi come una farfalla in una serie Tv e in un libro.

La fiction è composta di 12 puntate (ne andranno in onda due a sera) e per ora è stata realizzata una stagione, ma non si esclude possa esserci un futuro.

Valentina Santandrea

Non si tratta di una serie tv sulla vita di Valentina, ma il personaggio è ispirato a lei e modellato su ciò che la Santandrea trasmette tramite i suoi scritti: una vita da mamma, giovane e single, con tante sincere difficoltà, dubbi e incertezze, ma anche con tanta energia e voglia di vivere che le permettono di affrontare a uno a uno tutti i problemi che le si pongono davanti con un atteggiamento creativo e dinamico.

“Io non appaio mai nella serie – afferma Valentina -, ma ho fatto fare una piccolissima comparsa alle mie figlie tra i figuranti. L’ho fatto per fargli vivere un’esperienza nuova che sicuramente ricorderanno in futuro. Io, invece, sono sempre stata ‘dietro le quinte’.

E’ una serie molto giovane che piacerà sicuramente anche ai ragazzi.

E’ ambientata nei luoghi del regista, Matteo Oleotto, e quindi in Friuli, e precisamente nella zona di Gorizia. Ovviamente io avevo pensato il soggetto nell’Appennino tosco – romagnolo, ma in realtà è una situazione che si adatta a qualunque scenario di provincia”.

Abbiamo raggiunto Valentina Santandrea, colei a cui è ispirata la serie Tv, per farle qualche domanda.

Com’è nato il tuo blog “Volevo fare la Rockstar”?

“E’ nato più o meno una decina di anni fa: allora mettersi su Internet non era molto usuale, una cosa quasi da ‘nerd’.

Solitamente ci si metteva online per raccontarsi usando uno pseudonimo… in quel periodo erano nati molti blog di mamme che raccontavano la maternità in un modo totalmente diverso da come si sentiva parlare in Tv: con le difficoltà di tutti i giorni e con nessuna idealizzazione… ho deciso allora di aprire anche io il mio blog; avevo 3 bimbe piccole, 26 anni e mi ero lasciata da poco col mio compagno e ho deciso di raccontare com’era tirar su tre bimbe da single e così giovane.

All’inizio ho usato lo pseudonimo ‘Polly wants a cracker...’ che viene da una canzone dei Nirvana, poi però con la diffusione di Facebook è diventato quasi impossibile rimanere anonimi”.

Come definiresti il contenuto del tuo Blog?

“E’ un Blog personale, ho sempre scritto più o meno ciò che mi passava per la testa quel giorno: la mia storia, le mie figlie che da bambine diventano adolescenti, ma soprattutto io che cresco con loro”.

“Volevo fare la Rockstar”: come si è trasformato in una serie Tv?

“Sette anni fa circa questi blog erano tanti; molti erano più famosi del mio in quanto essendo una ‘dura e pura’ non ho mai voluto aprire una fanpage e non sono mai stata interessata a ricevere prodotti omaggio dalle aziende, ciò perché nel mio blog c’è la mia vita e non mi interessa farlo diventare un lavoro, tanto che non lo avevo detto neppure alle mie amiche (l’hanno scoperto recentemente)… era una cosa che facevo e faccio tutt’ora per me stessa.

Valentina Santandrea Nonostante ciò è diventato famoso in questo piccolo mondo dei blog in cui c’erano poche persone che scrivevano e tante che stavano cominciando a leggere in quanto essi sono diventati sia una tipologia di informazione alternativa, sia una forma di intrattenimento nel vero senso della parola.

Maria Grazia Saccà (Pepito Produzioni - Roma), mi leggeva e sosteneva che in ‘Volevo fare la Rockstar’ si potesse trovare una narrazione della famiglia diversa da quella che passava in Tv allora (al giorno d’oggi i programmi che mostrano famiglie vere e con difficoltà reali sono di più, specialmente provenienti dall’America).

La Saccà era del pensiero che la mia narrazione fosse molto reale, che rispecchiasse le persone e le difficoltà vere.

Mi disse allora che le sarebbe piaciuto fare una fiction in cui i personaggi fossero ispirati a noi (io scrissi il primissimo soggetto tanti di anni fa, però poi la serie vera e propria è stata scritta da autori davvero molto bravi che hanno permesso alla fiction di diventare un prodotto commerciale, staccandosi quindi dalle nostre vite e diventando come un figlio maggiorenne che va per la sua strada).

Molti personaggi sono stati inventati: ad esempio la protagonista è da sola che cresce le bambine e poi si innamora di un uomo, cosa che non succede invece nel mio blog.

La sere Tv infatti non è la storia della mia vita, però è ispirata a me e a ciò che trasmetto scrivendo: un tipo di persona reale e non convenzionale”.

Sul tuo blog affermi di amare il lato surreale della vita, cosa intendi?

“Io sono una persona abbastanza creativa e quindi mi piace molto cacciarmi in situazioni surreali: ad esempio a volte mi impunto su delle cose per vedere come reagiscono le persone che ho attorno.

Mi piace vedere come cambia l’atteggiamento di fronte a situazioni che quando le vivi ti fanno arrabbiare, mentre quando le vedi da ‘esterno’ ti fanno ridere… nella vita ho imparato a dare molto risalto a questo aspetto della vita”.

Parlaci un po’ del tuo libro “Volevo fare la Rockstar”...

“L’ho scritto quando avevano già finito di girare la serie e senza averla ancora vista: ho preso i personaggi della fiction e gli ho fatto vivere una storia che non ‘spoilerasse’ ciò che succede in Tv, mantenendo però gli stessi temi e cambiando solo l’arco narrativo.

Uscirà il 1 ottobre e verrà pubblicato da Rai Libri.

Scrivere un libro, essere in libreria, è sempre stato il mio desiderio, è uno di quei sogni che si avverano”.

Come ti sei sentita quando il tuo Blog ha cominciato a ricevere così tanto interesse da evolversi in una serie Tv e in un libro?

“Io non sono mai stata una da riflettori, quindi non è la fama che mi interessa, ciò che mi è veramente piaciuto tanto di questo progetto è il lato creativo, soprattutto per quanto riguarda la scrittura del mio libro.

Provo davvero molta gratitudine per chi ha deciso di far fare questa cosa proprio a me”.

Valentina Orlandi 

 

 

 

 

 

 

 

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