8 gennaio 2020 - Faenza, Cronaca

Bullismo a scuola: violenze, minacce e insulti razzisti contro un ragazzino di 16 anni

Il bullo terrorizzava un coetaneo italiano, ma di origini straniere

Bullismo a sfondo razziale 

Brutto episodio di bullismo in un istituto superiore di Faenza, dove, un ragazzino italiano di 16 anni aveva preso di mira e terrorizzava un coetaneo anche esso italiano, anche se, di origini straniere. Il ragazzo, italiano ma di origini africane, era divenuto vittima prediletta, da qualche tempo, di minacce e insulti razziali da parte di un coetaneo frequentate lo stesso istituto di scuola media superiore.

Gli episodi avvenivano durante la ricreazione, quando i ragazzi uscivano dalle rispettive classi e si ritrovavano alle macchinette automatiche delle merende.

L’indagine sulla vicenda è stata portata avanti dalla polizia locale della Romagna Faentina che ha dato esecuzione, nei giorni scorsi, anche all’ordine di procedere all’interrogatorio del “bullo” e, alla notifica, sia al ragazzo che ai genitori di avviso di garanzia per il reato di rapina aggravata.

Misure emesse dal Tribunale dei Minori di Bologna a seguito della dettagliata nota investigativa che i vigili manfredi avevano inviato dopo aver ricevuto la denuncia della vittima. La vicenda è venuta a galla dopo che il ragazzino era stato oggetto di violenze e minacce da parte di uno studente coetaneo frequentante il suo stesso istituto superiore ma, un'altra classe.

Gli atti di bullismo messi in essere dal16enne

Durante la ricreazione, il bullo, facendosi forza della sua maggiore prestanza fisica, avvicinava la vittima e metteva in essere atteggiamenti prepotenti contro l’altro ragazzo, insultandolo anche per via delle sue origini non italiane.

Il ragazzo, in alcuni casi, era stato costretto anche a consegnare i soldi della merenda al bullo. Dopo alcuni episodi il ragazzo, molto turbato dalle minacce continue, si è confidato con i genitori ed insieme hanno deciso di presentarsi in via Baliatico a Faenza a denunciare la cosa. Gli uomini della polizia locale hanno pertanto immediatamente avviato un’indagine e, al termine, hanno trasmesso un informativa, ricca di elementi oggettivi e soggettivi raccolti sulla vicenda alla Procura dei Minori competente che, dopo aver opportunatamente valutato la gravità della condotta messa in essere dal giovane, ha deciso di contestare allo stesso, il pesante reato di rapina aggravata, disponendo che i vigili procedessero immediatamente a convocare presso i propri uffici il responsabile e a sottoporlo  a interrogatorio di garanzia.

Il ragazzo incredulo, si è dovuto quindi presentare al Comando della Polizia Locale in compagnia del proprio avvocato di fiducia e dei genitori per rispondere della grave violazione che il Giudice gli ha ascritto ed essere informato che la procura si era riservata anche la facoltà di chiedere nei suoi confronti il giudizio immediato. 

Si precisa che la Scuola coinvolta ha immediatamente collaborato all’indagine dei vigili faentini.

La polizia locale dell’URF spera che la vicenda, possa essere di monito per tutti e, vuole ricordare che: il bullismo a scuola non è “una semplice cosa tra ragazzi” e, anche i genitori del bullo sono pienamente responsabili per le azioni del figlio minorenne. Come stabilito anche da una recente sentenza del Tribunale di Roma. La scuola infatti è, e deve rimanere un luogo di inclusione, ed è diritto di tutti gli studenti poterle frequentare serenamente ed in sicurezza.Il Nucleo Polizia Giudiziaria della Polizia Locale resta a disposizione di chiunque fosse vittima di episodi di questo genere.

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