2 marzo 2011 - Brisighella, Faenza, Cronaca

"Il lupo non deve essere visto come un avversario"

L'intervento dell'assessore ai Parchi Eugenio Fusignani

La presenza del lupo nell’Appennino Faentino è oggetto di monitoraggio da parte della Provincia di Ravenna e del Parco della Vena del Gesso Romagnola, in collaborazione con le Guardie Ecologiche Volontarie di Faenza e con alcuni cacciatori di selezione del Brisighellese.

“La ricomparsa della specie nel nostro Appennino risale all’inizio dell’ultimo decennio appena trascorso” evidenzia l’assessore ai Parchi Eugenio Fusignani. Si tratta di una presenza di grande importanza conservazionistica, poiché testimonia di un buon livello di equilibrio raggiunto dall’ecosistema collinare e ha degli importanti risvolti turistici”.

Il lupo è un animale-simbolo, conosciuto da tutti e quasi mitologico, di cui sono ben note a tutti le esigenze ambientali, la necessità di vivere in ambienti sani e ben gestiti. La presenza di questa specie non deve essere vista come una minaccia per gli allevamenti o come un fattore limitante per la presenza degli ungulati oggetto di prelievo venatorio, ma come una sorta di testimonial della buona qualità ambientale dell’’Appennino Faentino, poiché “un ambiente capace di produrre un lupo è un ambiente sano, forte, perfetto” (G. Weeden).

“Apprendo con grande dispiacere dei ritrovamenti di lupi uccisi da bracconieri nelle nostre colline, sia per la morte degli esemplari in sé, sia per la inevitabile presa di coscienza del fatto che c'è gente che non ha ancora acquisito quella maturità capace di renderla libera da ataviche e infondate fobie”, continua l’assessore Fusignani.

La caccia di selezione a caprioli e cinghiali deve, ai sensi delle leggi vigenti, affiancarsi alla predazione naturale da parte dei grandi carnivori, non sostituirsi ad essa - si legge in una nota della Provincia. Il lupo non deve essere visto come un avversario, ma come un concorrente, nel senso etimologico di soggetto che concorre al perseguimento di uno stesso risultato, l’equilibrio ecologico dell’Appennino, a tutto vantaggio, tra l’altro dell’agricoltura e degli agricoltori. Anche in questo caso, sia perché la specie contribuisce a mantenere sotto controllo le specie che, se troppo numerose, possono danneggiare i raccolti, sia perché i prodotti agricoli ottenuti in un territorio evidentemente sano, documentato come tale dalla presenza del lupo, hanno un importante valore aggiunto. Inoltre, il lupo effettua sulle prede una selezione naturale infallibile, ad un livello tale che i prelievi, pur effettuati in modo selettivo, non riescono a raggiungere.

"Per quanto riguarda l’impatto sugli allevamenti- prosegue Fusignani - è necessario avviare le esperienze già condotte positivamente in altre province vicine, come, ad esempio, quella di Firenze (Monitoraggio del lupo ed esperienze di prevenzione danni in provincia di Firenze), in cui si è evidenziato che con piccoli investimenti (tra l’altro cofinanziati da Regione Emilia-Romagna e Provincia di Ravenna mediante la misura 226 del Piano di Sviluppo Rurale) mirati a mettere in sicurezza le greggi, il danno è praticamente azzerato. Inoltre, il danno arrecato agli allevatori è indennizzato dalla Provincia e dal Parco della Vena del Gesso, proprio nell’intendo di rendere più sostenibile la preziosa presenza del lupo nelle nostre colline.
Considerati i recenti e preoccupanti fenomeni di bracconaggio è, però, innanzitutto urgente incrementare la vigilanza, per prevenire il ripetersi di simili accadimenti.

E' necessario avviare programmi di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, per diffondere quella percezione positiva che questo formidabile animale merita, per dirla con il celebre giornalista Paolo Rumiz: “Un lupo malato, zoppo e infetto, ha più nobiltà di un re” (La Leggenda dei Monti Naviganti). E che questo serva da monito anche per chi ha provocato la morte dei quattro esemplari ritrovati.
 

Infine, proseguiremo con il monitoraggio in corso, che ha già dato interessantissimi risultati e che contiamo di presentare in una giornata seminariale, aperta al pubblico, che potrebbe proprio rappresentare il primo avvio del suddetto programma di informazione e formazione dell’opinione pubblica".
 

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