10 marzo 2018 - Casola Valsenio, Cronaca

Cavalli e muli sfiniti dalla fame e dal freddo: salvati dai Carabinieri

Nella zona montana di Casola Valsenio

Molte segnalazioni dagli automobilisti di passaggio lungo la ss. 306 “Casolana-Riolese”: serio rischio di incidenti stradali

 

Tre cavalli e quattro muli sfiniti dal freddo e dalla mancanza di cibo in un'area impervia della zona montana di Casola Valsenio: salvati dai  Carabinieri. Come spiega l’Arma in una nota stampa, i proprietari sono stati denunciati per maltrattamenti ed abbandono di animali poichè da mesi gli animali vivevano in totale stato di abbandono, arrecando serio pericolo alla circolazione stradale e molti danni alle coltivazioni.

 

I contadini residenti nella zona di Baffadi, frazione montana del comune di Casola Valsenio al confine con la Toscana, negli ultimi mesi avevano spesso segnalato alle autorità del luogo la presenza di una mandria di quadrupedi che si aggirava per i campi coltivati. Analogamente  erano arrivate molte segnalazioni dagli automobilisti di passaggio lungo la ss. 306 “Casolana-Riolese”, che si erano ritrovati gli animali lungo la strada con il serio rischio di incidenti stradali.

 Negli ultimi tempi, poi, a causa delle abbondanti nevicate, la mandria per trovare del cibo si era avvicinata più del solito ai centri abitati ed aveva danneggiato le coltivazioni, suscitando il malumore dei proprietari terrieri della zona che si erano rivolti sia ai Crabinieri-forestali che alla Polizia municipale. Il sindaco di Casola Valsenio, preso atto della situazione, aveva firmato una prima diffida, a cui è seguita una specifica ordinanza, per imporre all’azienda agricola proprietaria di quegli animali l’obbligo di custodirli come previsto. Quei provvedimenti, però, non erano serviti a nulla, così come veniva disattesa anche una disposizione dell’Ausl di Ravenna che riguardava l’obbligo di custodire quella mandria dentro un’adeguata recinzione, continuano i Carabinieri.

A quel punto, visto il susseguirsi di segnalazioni giunte anche al 112 della Compagnia Carabinieri di Faenza, i militari dell’Arma hanno preso in pugno la situazione ed hanno deciso di intervenire, soprattutto per garantire la salvaguardia degli animali che correvano il rischio di non sopravvivere alla morsa del freddo che ha attanagliato per giorni tutta la zona dell’appennino romagnolo, colpita in pieno dalla perturbazione “Burian” proveniente dalla Siberia.

I Carabinieri di Casola Valsenio, hanno così dato inizio ad una vera e propria operazione di salvataggio, alla quale hanno partecipato anche i Vigili del Fuoco volontari di Casola e diversi contadini della zona. Nel corso delle ricerche, i sette animali, tre cavalli e quattro muli, sono stati avvistati in località “Rio Valle” nei paraggi di un vecchio cimitero in disuso. Nella particolare circostanza, i militari dell’Arma hanno pensato bene di trasformare quel luogo in un ricovero per i quadrupedi. Fra l‘altro le condizioni degli animali, come i Carabinieri avevano previsto, non erano affatto buone perché uno dei cavalli zoppicava vistosamente e gli altri erano chiaramente sfiniti sia dalla fame sia dalla mancanza di un riparo al freddo.

La difficoltà più grande non è stata tanto quella di trovare la mandria in quei giorni di abbondanti nevicate, bensì riuscire a recuperarli uno per uno. Infatti i cavalli e i muli, dopo mesi di pascolo allo stato brado, non erano più “addomesticati” e quindi non si facevano avvicinare da nessuno.

Così, dopo aver liberato dalla neve la strada che conduce al cimitero grazie all’aiuto dei pompieri e di mezzo spalaneve messo a disposizione dal Comune, i Carabinieri hanno comprato di tasca loro alcune balle di fieno che hanno collocato in una mangiatoia ricavata all’interno del muro che delimita l'ex luogo di sepoltura. Poi, con il corale impegno di uomini dell’Arma, Vigili del fuoco ed alcuni volontari della zona, è stata ripristinata la recinzione e quindi è stato, di fatto, “restaurato” quello che in passato era già stato un ricovero per gli animali. Quando a tarda sera sono terminati i lavori, tutte le forze in campo sono andate via, con l’auspicio che la mandria, attirata dall'odore del fieno, potesse entrare nel recinto e finalmente trovare cibo e riparo.

A quel punto, scattato il provvedimento di sequestro preventivo, la mandria è finita sotto la custodia giudiziale dei Carabinieri che hanno fatto intervenire sul posto un veterinario per accertare le condizioni di salute degli animali, che in un secondo tempo sono stati trasferiti in un luogo di custodia più idoneo. Di tutte le operazioni è stata costantemente informata la dottoressa Cristina d’Aniello della Procura della Republica di Ravenna, che ha voluto sapere nel dettaglio le sorti dei poveri quadrupedi.

I militari dell'Arma sono poi risaliti sia all’identificazione del manutentore di quegli animali: si tratta di un 68enne, che è stato denunciato per maltrattamento e abbandono di animali, oltre che per  introduzione di animali nel fondo altrui e pascolo abusivo.

Per gli stessi reati, sono stati denunciati, in concorso con il 68enne, anche i due soci dell'azienda agricola proprietaria della mandria, un uomo e una donna rispettivamente di 65 e 66 anni, che dovranno anche rispondere di inosservanza delle ordinanze sindacali, conclude l'Arma.

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