La "Resistenza al femminile" in un documentario
Martedì 13 dicembre, alle ore 21, al cinema Moderno di Castel Bolognese, l’ANPI presenta la proiezione de ‘La mia Bandiera. Resistenza al femminile’ di Giuliano Bugani e Salvo Lucchese (Elefant Film, 2011, Italia). In 55 minuti il documentario raccoglie una serie di testimonianze di partigiane dell’Emilia Romagna che raccontano la loro vita e la lotta a fianco dei partigiani. Il titolo è ispirato al nome della partigiana Irma Bandiera, uccisa dopo una settimana di torture dai fascisti a Bologna il 14 agosto 1944.
In sala saranno presenti gli autori Giuliano Bugani e Salvo Lucchese intervistati dalla giornalista Daniela Malavolti. Sarà presentato anche un frammento video (5 minuti) girato nel 1945 durante la liberazione di Castel Bolognese e Solarolo, proveniente dall’Istituto polacco di Londra.
La proiezione inizia alle ore 21. L’ingresso è libero, con accesso da via Morini 24.
Il documentario
Nato da un'idea di Giuliano Bugani, operaio e giornalista, e realizzato con Salvo Lucchese (direttore della fotografia e regista), è una raccolta di interviste a partigiane dell'Emilia Romagna, da Piacenza a Rimini.
Il documentario è stato realizzato con il contributo dell’Anpi di Bologna, Parma e Piacenza, della Fondazione Carisbo; con il patrocinio di Comune di Bologna, Istituto storico Parri di Bologna, Isrebo, Istituto per gli studi della storia contemporanea e della Resistenza di Ravenna e provincia, Istituto storico della Resistenza di Alfonsine, Anpi di Reggio Emilia, Modena, Forlì, Ravenna, Rimini, Castelfranco Emilia. Il progetto è inoltre stato sostenuto a livello logistico dal Centro di documentazione di Marzabotto per degli studi delle stragi nazifasciste e delle rappresaglie di guerra, Parco storico di Monte Sole. Le musiche originali sono state composte da Gianluca Nuti e il brano di coda, “Partisan’s Bella Ciao”, é stato gentilmente concesso dai Modena City Ramblers. Il documentario è stato acquistato da RAINEWS24 con un contratto di tre anni.
Sinossi a cura degli autori
“Il lavoro delle partigiane è stato delicato, duro e sempre pericoloso. Le partigiane infatti avevano il compito di trasportare informazioni e viveri ma molto spesso anche armi e munizioni, salendo attraverso le scoscese pendici degli appennini o i campi della pianura, percorrendo decine di chilometri in bicicletta o a piedi, col rischio di essere individuate dalla polizia fascista.
Per la loro importanza strategica non di rado furono vittime di rastrellamenti, abusi e torture che nei casi più gravi portarono alla morte. E' il caso di Irma Bandiera, catturata dai fascisti, torturata e infine fucilata al Meloncello di Bologna, per aver trasportato delle munizioni per conto della resistenza. Queste esperienze hanno lasciato un segno indelebile nelle donne che ne sono state vittime e ed è solo attraverso la sensibilità di altre donne, studiose e ricercatrici, che è stato possibile raccogliere le loro testimonianze, la cui memoria per l'età anagrafica dei testimoni potrebbe andare perduta da un momento all'altro.
Attraverso i contributi storici delle associazioni ANPI emiliane e romagnole, dell'Istituto Storico Ferruccio Parri e attraverso i racconti dei partigiani e delle partigiane sono state raccolte informazioni orali e immagini capaci di raccontare con un buon grado di veridicità la resistenza così com'è stata vissuta da alcune delle donne che ne sono state protagoniste.
L' insieme di questi racconti sarà inoltre utile per introdurre alcuni momenti fondamentali della vita di Irma Bandiera che verranno ricostruiti sia attraverso i documenti ufficiali che attraverso momenti di fiction recitata. Tutte le partigiane hanno condiviso infatti con Irma Bandiera la separazione dalla propria famiglia ad un età giovanissima, l'adesione ai gruppi di liberazione e il conseguente passaggio alla vita clandestina, e hanno vissuto rischiando costantemente la propria vita per un ideale.
Per questo, la figura di Irma Bandiera rappresenta una delle più rappresentative della resistenza al femminile custode di valori come il coraggio, la determinazione e il sacrificio per gli altri, in nome della libertà. Riteniamo inoltre che questi valori siano ancora attuali e trasmissibili alle generazioni future, non solo sul territorio regionale, che è stato il principale teatro di questi eventi, ma anche su scala nazionale. Reputiamo la memoria un ingranaggio collettivo che vada costantemente oleato e confidiamo nella capacità del nostro progetto di stimolare occasioni di dibatto e confronto sui temi della resistenza e sul ruolo della donna”.
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