29 agosto 2013 - Lugo, Cronaca

Un riconoscimento per il direttore del Museo Baracca Daniele Serafini

Il direttore del Museo Baracca Daniele Serafini è stato segnalato all’edizione 2013 del Premio Internazionale Città di Marineo- Palermo. Lo scorso anno è uscito “Quando eravamo re”, una raccolta poetica densa di immagini e ricordi delle sue terre di nascita, adozione e origine (Romagna, Veneto, Friuli), che si è guadagnato appunto una recente segnalazione al “Premio Internazionale Città di Marineo” (Palermo), vinto dal compianto Vincenzo Cerami, poeta, romanziere e sceneggiatore del film “La Vita è Bella”.

Per l’attuale direttore del Museo Baracca è stata una grande soddisfazione. A Ravenna di fronte alla Basilica di San Vitale, unitamente a Franco Costantini, Serafini ha letto alcuni brani della sua opera vale a dire “Quando eravamo re”, edito da Moby Dick (Faenza). Ma la storia di Daniele Serafini è tutta da approfondire a partire dai suoi trascorsi sportivi. Quando Daniele Serafini, ala destra degli allievi della Spal, che all'epoca militava in serie A, si sentì dire dal presidente Paolo Mazza e dal capitano della squadra Oscar Massei “Daniele, tu sei di carta velina ma fra due anni giocherai in prima squadra”, pensò che il suo destino di calciatore professionista fosse segnato. E ne fu sempre più convinto quando di lì a poco gli arrivò la convocazione per la Nazionale juniores a Coverciano. Ma quando, al Liceo Classico Ariosto della città estense, Bruno Cavallini, zio e mentore di Vittorio Sgarbi, a metà anno scolastico gli disse senza mezzi termini che il football non era compatibile con Dante e Petrarca, a Serafini qualche dubbio venne. Dopo aver ottenuto il prestito al Baracca per un biennio, decise di non rispondere alla chiamata che lo voleva di nuovo a Ferrara. La Spal era retrocessa in B e al Liceo Classico di Lugo, in una scuola ricca di fermenti culturali e politici,  aveva scoperto la contestazione ma anche il suo amore per la letteratura e per la poesia. Decise infatti di chiudere con lo sport. Non dopo aver raggiunto la semifinale alle finali nazionali Juniores sui cento metri. Tra un esame e l'altro alla Facoltà di Lettere di Bologna, inizia la sua stagione di soggiorni all'estero, proseguita fino agli anni '90: due anni in Inghilterra, Irlanda e Galles, mantenendosi coi lavori estivi, poi corsi di lingue presso università francesi, austriache e tedesche. Un modo istruttivo e piacevole per conoscere il mondo e imparare le lingue.
Ma è l'incontro con lo scrittore Gian Ruggero Manzoni alla fine degli anni ‘80 segna la svolta: viene nominato responsabile della traduzioni per un'importante rivista di arti visive e poesia e presentato all'editore Guido Leotta, che scommette sulla sua scrittura di Serafini pubblicandogli libri. Con “Paesaggio Celtico” è finalista al Premio “Diego Valeri” per l'opera prima e cinque anni dopo riceve una segnalazione di merito al prestigioso “Premio Eugenio Montale”. Nel '95 debutta al Cuirt Festival di Galway, in Irlanda, dove conosce personaggi della statura di Allen Ginsberg e Harry Guest. Alcune sue liriche vengono pubblicate in Irlanda, Inghilterra, Belgio, Olanda, Romania, Francia e India.
Dal '99 curatore, poi direttore del Museo Baracca, al cui rilancio ha dato un importante contributo, e responsabile delle mostre d'arte per il Comune di Lugo, Serafini non ha dimenticato le sue antiche passioni sportive come il calciatore britannico George Best e il suo idolo a Michel Platini. 

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