5 marzo 2019 - Lugo, Economia & Lavoro

I nuovi atteggiamenti e comportamenti dei clienti nel convegno “La rinascita del negozio alimentare”

Oggi, martedì 5 marzo, alle 11, verrà presentata la guida “Il Negozio Alimentare - 2° edizione”

L’appuntamento è per oggi, martedì 5 marzo, alle ore 11, quando presso la Sala Riunioni Confcommercio Ascom Lugo, in via Acquacalda 29 a Lugo, si svolgerà la presentazione della guida “Il Negozio Alimentare - 2° edizione”. Il convegno, dal titolo “La rinascita del negozio alimentare”, è organizzato da Confcommercio provincia di Ravenna e Confcommercio Ascom Lugo, e realizzata grazie al contributo della Camera di Commercio di Ravenna, all’interno del progetto “Identikit dell’impresa e generazione di valore”.

Il programma

Dopo i saluti di Fausto Mazzotti Presidente Confcommercio Ascom Lugo, seguirà l’intervento Donatella Prampolini Presidente FIDA e Vice Presidente Nazionale Confcommercio. Le conclusioni sono affidate a Paolo Caroli Presidente Confcommercio provincia di Ravenna.

Tema del convegno è la riscoperta del negozio alimentare nelle città come nuova tendenza nella distribuzione moderna e a tutti i partecipanti verrà consegnata copia omaggio della guida “Il Negozio Alimentare - 2° edizione”.

Il tema

Lo scenario della distribuzione moderna è questo: la popolazione italiana invecchia, circa un terzo delle famiglie è composto da una sola persona, aumentano i residenti stranieri, cambiano le abitudini di spesa e riescono i consumi fuori casa che passano in 10 anni dal 30,9% al 35,1%. Gli ipermercati entrano in crisi: la loro produttività è calata del 22% in un decennio. Le superfici della GD (grande distribuzione) e della DO (distribuzione organizzata) smettono di crescere, dal 2004 al 2007 crescita media annua del 4,6%, dal 2013 al 2017 solo 0,1%, e spesso "importano" formati specializzati. Il discount abbandona la versione "hard" aggiungendo qualità e servizi. Le imprese del commercio al dettaglio alimentare specializzato tengono meglio delle non specializzate: nel 2015 il calo di queste ultime è di -9,9% contro -1,5% delle altre.

Secondo un sondaggio Confcommercio, oltre il 55% dei consumatori italiani intervistati compra nei supermercati di quartiere, ma l'indice di soddisfazione è massimo 47,7% per i negozi indipendenti specializzati. L'e-commerce alimentare è a livelli minimi in Italia, 0,5% contro il 6% della Francia, ma è destinato a crescere: soprattutto il canale grocery, ossia la spesa del supermercato fatta online, che nel 2015 ha registrato un aumento del 57%, e il cibo pronto, in delivery (direttamente dal ristorante), che è arrivato ad un +66% nel 2016.

Il commento

“Molto è cambiato, nel panorama del retail negli ultimi 5 anni, ed in particolare nel settore alimentare in Italia – spiega Donatella Prampolini, Presidente FIDA e Vice Presidente Nazionale Confcommercio –. Si stanno delineando e rafforzando trend demografici, sociali, economici e tecnologici che modificano profondamente le abitudini di acquisto e di consumo del consumatore a cui la Distribuzione Organizzata risponde con una inversione di marcia rispetto alle dinamiche degli ultimi 30 anni: meno grandi superfici in periferia e più medie e piccole superfici nei centri delle città, ed è un fenomeno che riguarda tutti i paesi occidentali. In America si parla apertamente della morte dei Mall.

L’online alimentare, ancora piccolo rispetto ad altri settori, sta comunque crescendo in maniera significativa, con commistioni importanti col mondo fisico, come dimostra l’acquisizione di Whole Foods da parte di Amazon, ma anche tanti esempi di multicanalità di operatori di ogni dimensione. Ed è proprio l’online, con i suoi assortimenti virtualmente infiniti, ad aver spinto i grandi operatori a riscoprire il valore del servizio, cercando faticosamente di avvicinarsi a modelli che in passato avremmo definito più “tradizionali” (il mercato, il negozio di vicinato…).

In questo nuovo scenario competitivo, i negozi alimentari, gli inventori del modello “piccola/media superficie in area urbana gestita da persone competenti e appassionate” non possono compiacersi pensando “io l’avevo detto!”, ma devono portare il loro business un passo avanti in termini di managerialità della gestione”.

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