Un piano strategico per i Comuni della Bassa Romagna

L'Unione fa i conti con la crisi e i tagli dello Stato agli enti locali. Cortesi chiede maggiore democrazia ed efficienza

Tempi difficili anche per i Comuni della Bassa Romagna: ieri sera al Consiglio dell'Unione il presidente Cortesi ha presentato il possibile negativo bilancio del prossimo anno ed esortato i componenti del Consiglio a lavorare per rendere l'Unione più efficace, individuando linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare.

Per il presidente Cortesi l’Unione si deve impegnare a mantenere su livelli di elevata qualità il sistema economico e produttivo della Bassa Romagna al fine di portarlo al rango dei sistemi territoriali europei più avanzati, secondo le linee progettuali tracciate dal Patto per la sostenibilità dello sviluppo e dal P.S.C, tenendo conto della minore autonomia finanziaria degli ultimi anni, dovuta anche ai progressivi tagli ai trasferimenti.

"Gli Enti Locali - spiega Cortesi - a cominciare dai Comuni, stanno per subire una bordata vera e propria da parte dello stato centrale. Se poteva da tutti essere auspicabile un processo di responsabilizzazione delle autonomie come il federalismo fiscale, ora stiamo assistendo solo a tagli su tagli: Fondo per le politiche sulla Famiglia: dimezzato nel 2010; Fondo per il sostegno all’affitto: meno 64 milioni su 200 totali nel 2010; Fondo per l’integrazione degli stranieri: azzerato nel 2010. Senza contare quelli per la sanità (pari a 8mld di € circa) e quelli alla scuola, le cui conseguenze le misuriamo in questi giorni sul nostro territorio".

"In tale contesto, l’Unione dei comuni rappresenta la strada più utile per rendere più efficienti i servizi pubblici locali, consolidare l’ampio sistema dei servizi erogati alle comunità e al territorio dai comuni. E' quindi necessario incrementare l’attività di formazione così come tutte le strategie atte ad accrescere motivazione e prospettive per i dipendenti dell'Unione".

"E' necessario - continua Cortesi in un comunicato - che l'Unione si doti di un Piano Strategico di sviluppo e di gestione dei servizi locali vero e proprio. Il piano strategico per l’Unione riguarderà tre dimensioni: riassumere e sistematizzare gli strumenti di pianificazione strategica già realizzati (PSC, Patto per lo sviluppo, Progetti per fronteggiare la crisi); mobilitare la partecipazione di eletti e cittadini perché modifichino le politiche pubbliche che l’Unione perseguirà per essere al servizio dei Comuni; riprogettazione organizzativa e finanziaria dell’Unione. Maggiore democrazia e maggiore efficienza".

 

 

 

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