19 luglio 2019 - Alfonsine, Ravenna, Cronaca

Sequestro e omicidio Minguzzi: avviso di conclusione indagini per 3 persone

Si tratta dei colpevoli di un analogo fatto di qualche mese dopo che terminò con la morte di un carabiniere e l’arresto in flagranza dei 3

Si tratta di un fatto di cronaca che aveva scosso le coscienze di molti ravennati nel 1987. Un vero e proprio “cold case” che ora giunge a un punto di svolta con la consegna, avvenuta nella tarda mattinata di oggi, venerdì 19 luglio, di 3 avvisi di conclusione indagini per i presunti colpevoli del sequestro, terminato poi tragicamente con l’efferato omicidio, di Pier Paolo Minguzzi, avvenuto ad Alfonsine nell’aprile del 1987. L’accusa, per i 3 indagati, è di sequestro di persona a scopo di estorsione e omicidio con occultamento di cadavere, in concorso.

Il cold case

Minguzzi scomparve la notte tra il 20 e 21 aprile 1987 e la famiglia ricevette nei giorni successivi la richiesta di un riscatto da 300 milioni di lire, ma la vicenda si concluse nel peggiore dei modi con il ritrovamento del cadavere del giovane nel Po di Volano, in Provincia di Ferrara.

Qualche mese dopo un fatto analogo, un'estorsione sempre ai danni di un imprenditore di Alfonsine, terminò con l’omicidio di un Carabiniere e l’arresto di 3 persone in flagranza di reato.

Le nuove indagini

31 anni dopo la svolta, con la riapertura delle indagini sul caso Minguzzi, fortemente voluta dai familiari della vittima. L’acquisizione di nuovi elementi probatori e indiziari, e la valorizzazione di altri vecchi elementi, che per ora non vengono rivelati, ha portato a collegare i due casi di rapimento a scopo di estorsione, indagando le 3 persone che erano state condannate per il secondo fatto.

Il tutto nasce da una constatazione di fondo: si ritiene impensabile che in una piccola cittadina rigogliosa potessero operare più gruppi criminali, anche perché non è accaduto nulla prima e nulla dopo quei due fatti di cronaca. La Procura ritiene ci fosse ai tempi un progetto sequenziale di estorsioni e in una telefonata ai Minguzzi per richiedere il riscatto uno dei malviventi avrebbe anche confuso il nome dell’ostaggio con quello della vittima del rapimento successivo.

Secondo la Procura questi fatti meritano un processo, anche perché è emerso in maniera lampante che i 3 si frequentavano assiduamente in quel periodo, e il Procuratore della Repubblica, Alessandro Mancini, ha spiegato in una conferenza stampa di confidare in un rinvio a giudizio.

Scrivi un commento

Abbiamo bisogno del tuo parere. Nel commento verrà mostrato solo il tuo nome, mentre la tua mail non verrà divulgata. Puoi manifestare liberamente la tua opinione all'interno di questo forum. Il contenuto dei commenti esprime il pensiero dell'autore che se ne assume le relative responsabilità non necessariamente rappresenta la linea editoriale del quotidiano online, che rimane autonoma e indipendente. I commenti andranno on line successivamente. L’Editore si riserva di cambiare, modificare o bloccare i commenti. E’ necessario attenersi alla Policy di utilizzo del sito, alle Policy di Disqus infine l’inserimento di commenti è da ritenersi anche quale consenso al trattamento dei dati personali del singolo utente con le modalità riportate nell'informativa.