22 ottobre 2009 - Ravenna, Cervia, Faenza, Lugo, Economia & Lavoro

Cooperative, occupazione in crescita anche in tempo di crisi

Presentato il bilancio 2009 delle "tre centrali": soddisfazione nonostante la redditività in frenata

Sono stati presentati questa mattina i dati e le tendenze relative all’anno che si sta concludendo secondo ConfCooperative, LegaCoop e Agci.

Sono complessivamente positivi gli indici per le 441 cooperative aderenti alle "tre centrali", secondo Raffaele Gordini (Concooperative) e Pier Nicola Ferri (Unione delle cooperative): valore della produzione pari a 4 miliardi e 965 milioni di euro, riserve indivisibili pari a 1 milione e 236 mila euro (+ 21,8% sull’anno precedente), capitale sociale pari a 245 milioni di euro (+ 15,9%).

Il prestito da soci, pari a 475 milioni di euro, +1,5%, registra in controtendenza il rallentamento dell’economia iniziato già da due anni, che ha ulteriormente frenato la propensione al risparmio da parte dei soci. La redditività media delle associate è in frenata, l’utile è di 50 milioni di euro, -25,1%.

Nonostante la difficile situazione economica, le cooperative riescono a garantire un’alto livello occupazionale in provincia, con un aumento delle assunzioni del 3,6% rispetto allo scorso anno.Continuano a crescere anche le posizioni associative che fanno della provincia di Ravenna una delle realtà a più alto “tasso cooperativo”: sono infatti oltre 270.000 i rapporti sociali.

La relazione è stata tenuta dal coordinatore delle Tre Centrali Cooperative, Giuseppe Morgagni, che ha aggiunto: "La cooperazione ha un ruolo di sostegno da sviluppare e rafforzare, particolarmente in un momento di incertezza come questo che vede il bisogno di risolvere nodi a monte, attraverso riforme strutturali adeguate: non è secondario comunque il ruolo della concertazione locale poiché la competitività si sta spostando sempre più marcatamente dalle imprese ai bacini territoriali".

Sono intervenuti anche i sindaci di Ravenna e Faenza, Fabrizio Matteucci e Claudio Casadio, per i quali è necessario "un aumento dei finanziamenti agli strumenti che favoriscono il credito alle piccole imprese, programmi straordinari che sostengano l’economia con progetti e lavori pubblici e aiuti ai lavoratori".

Guido Caselli, direttore area studi di Unioncamere Emilia Romagna, ha portato una serie di dati, di tono preoccupato, sulla consistenza e la durata della crisi che si presenta con aspetti difficili anche nella nostra realtà, e ha parlato di imprese “driver”, presenti nel nostro tessuto imprenditoriale, che ne possano trainare diverse altre sul terreno dell’innovazione e della competitività che, unitamente alla tenuta della coesione sociale, favoriranno il nostro territorio quando si concretizzerà la ripresa economica: "La cooperazione, in questo contesto, può essere strumento di sviluppo unitamente alla crescita dei valori della conoscenza e della professionalità indispensabili alle esigenze della globalità".

Francesco Giangrandi, presidente della Provincia di Ravenna, ha chiuso i lavori soffermandosi sui temi della crisi analizzando, in particolar modo, il settore agroindustriale che abbisogna, a suo parere, di maggiore coesione unitaria essendo i problemi i medesimi per tutte le associazioni. Hanno partecipato alla seduta anche il segretario Ccia Paola morigi, il sindaco di Cotignola Andrea Pezzi e il vicesindaco di Cervia Roberto Amaducci.
 

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