15 novembre 2010 - Ravenna, Cronaca, Sanità

Donna in fin di vita all'ospedale, la risposta dell'Ausl

La direzione sanitaria interviene sulla vicenda della paziente in Osservazione Breve Intensiva

La Direzione Sanitaria dell’Ausl interviene sulla vicenda della signora ravennate, ora in fin di vita, colpita da un’emorragia cerebrale ieri pomeriggio all’Ospedale di Ravenna. Il figlio ha denunciato la lunga attesa della madre - “in uno stato sanitario grave” - in Osservazione Breve Intensiva.

Questa la risposta dell’Ausl.

“Pur comprendendo il dolore della famiglia, si ritiene doveroso fornire alcune precisazioni sulle cure prestate alla sig.ra A.M. alla luce degli elementi acquisiti dal Direttore dell’Unità Operativa di Pronto Soccorso, Dott.ssa Maria Pazzaglia e dall’esame della documentazione sanitaria.

La signora A.M. è giunta domenica 14 novembre alle ore 15 in Pronto Soccorso, trasportata dall’ambulanza del 118, con sintomatologia febbrile ed un focolaio bronco pneumonico con versamento pleurico, riscontrato ad una radiografia del torace eseguita il 12/11 in Radiologia richiesto in urgenza dal medico curante.

La paziente veniva immediatamente presa in carico dal personale del Pronto Soccorso e valutata dal Triage come codice giallo; alle ore 15.22 veniva visitata dal medico; la paziente era collaborante e rispondeva alle domande anamnestiche, presentava oltre alla sintomatologia febbrile, sintomi compatibili con il quadro di broncopolmonite; non erano riscontrabili deficit neurologici.

Dopo la visita medica veniva trattata con ossigeno-terapia, iniziate le terapie necessarie e richiesti gli esami di laboratorio. In attesa degli esami e del termine della somministrazione della terapia veniva inviata alla ore 15.37 in OBI (Osservazione Breve Intensiva), sotto vigilanza diretta dell’infermiera addetta e di un operatore addetto all’assistenza. Tale personale ha riferito che la paziente era vigile e responsiva.

Dopo circa 1 ora, all’arrivo degli esami e cioè, alle ore 16.30, che confermavano il quadro infiammatorio, si disponeva il ricovero in Medicina 4° piano, dove veniva inviata alle ore 16.45. All’atto del ricovero il Medico di Guardia del Pronto Soccorso si recava in OBI per comunicare al parente ed alla paziente quanto disposto; anche in questo caso la paziente appariva vigile e responsiva.

Alle ore 16.50 la paziente giungeva nel reparto di Medicina Interna e alle 17.00 circa veniva visitata dal Medico di Guardia della Medicina Interna che rilevava l’insorgenza di uno stato di coma.

Veniva pertanto eseguita in reparto di medicina visita neurologica e TAC cerebrale alle ore 18 che metteva in evidenza emorragia cerebrale massiva. Il Neurochirurgo di Cesena, interpellato per la consulenza chirurgica, giudicava la paziente inoperabile, rilevando dalle immagini della TC cerebrale un quadro sospetto per rottura spontanea di aneurisma cerebrale.

La paziente veniva pertanto ricoverata in Rianimazione, ove e’ tuttora degente in condizioni critiche.

Alla luce di quanto sopra descritto, si ritiene che le cure nel complesso prestate alla paziente siano state tempestive e non corrisponde al vero che la paziente sia stata lasciata senza assistenza per due ore nell’area di OBI".

 

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