23 ottobre 2009 - Ravenna, Cervia, Faenza, Lugo, Cronaca

La mappa della crisi

Non solo cassa integrazione: anche istanze e dichiarazioni di fallimento sono aumentate nel 2009

La crisi non è ancora alle nostre spalle. C’è e i suoi effetti si faranno sentire anche nei prossimi mesi. Frasi che si sentono ripetere costantemente dai rappresentanti delle istituzioni, ma che trovano un riflesso drammatico nei numeri.
La cassa integrazione, innanzitutto. L’Ufficio studi e ricerche della Cgil ha rilevato come dopo l’estate il ricorso a riduzioni di orario e di retribuzione abbia registrato un’impennata vertiginosa fino ad arrivare al 16 ottobre a 6.824 dipendenti in cassa integrazione o in sospensione (3.428 nel solo settore metalmeccanico). Si tratta del dato peggiore registrato dall’inizio dell’anno, decisamente superiore ai 5.730 rilevati al 1° maggio.

Ma anche sul fronte delle imprese le cose non vanno meglio. Se negli ultimi mesi hanno fatto e stanno facendo notizia alcuni casi eclatanti (Europack, La Romagnola, Tein’t Cate proprio in questi giorni), il numero di fallimenti ha registrato nel 2009 un deciso incremento.

Fino al 20 ottobre scorso, i fallimenti dichiarati dal tribunale di Ravenna erano stati 47. Da qui alla fine dell’anno ci si attende un incremento di questo dato del 20-30 per cento. I fallimenti dichiarati in tutto il 2008 erano stati 45; 29 nel 2007. Anche le istanze di fallimento depositate alla cancelleria hanno subito un’impennata: fino al 20 ottobre erano 124 (anche in questo caso è atteso un incremento del 20-30 per cento nei prossimi mesi). In tutto il 2008 erano state 115 (un dato in linea con il 2007). I settori merceologici più colpiti sono l’edilizia (13 fallimenti), l’abbigliamento (6), la ristorazione (4). Il comprensorio più colpito, con 25 sentenze di fallimento, è quello di Ravenna, Cervia e Russi; segue il Lughese, con 12 fallimenti, e infine il Faentino con 10.

“Sicuramente - commenta Paola Morigi, segretario generale della Camera di commercio di Ravenna  - sono i dati sulla cassa integrazione che danno un’idea degli effetti della crisi in tempo reale. Forse i fallimenti non sono l’indice più appropriato per misurare la crisi. Su questo dato può aver pesato l’atteggiamento più rigido da parte di alcune banche verso aziende che magari si erano esposte di più. Questo, almeno, è quello che sentiamo dire dalle imprese”.

Diverse angolazioni di una stessa fotografia, dunque. Una crisi che è nata come finanziaria per poi andare a intaccare l’economia reale. Ma non per tutti i settori è uguale. “Dal nostro osservatorio - prosegue Morigi - abbiamo potuto constatare che i territori più colpiti sono il Lughese e il Faentino per la meccanica e la ceramica e Ravenna per quanto riguarda il porto”. La crisi della ceramica e del distretto di Sassuolo ha avuto, infatti, ripercussioni sullo scalo ravennate (-30 per cento dei traffici), dove arrivava gran parte della materia prima. Anche l’edilizia è stata molto colpita “ma è anche vero che prima avevamo avuto una crescita abnorme di imprese, non si sa con quale solidità”.

“Il Ravennate - conclude Morigi - ha sentito più tardi la crisi e forse sarà così anche per l’uscita. Deve essere però chiaro che non tornerà tutto come prima. La crisi dovrebbe anche essere l’occasione per rinnovarsi. A livello nazionale sarebbe stato giusto investire di più in ricerca e innovazione: adesso è il momento giusto, perché questi investimenti non danno frutti immediati”. (van.ri.)

Scrivi un commento

Abbiamo bisogno del tuo parere. Nel commento verrà mostrato solo il tuo nome, mentre la tua mail non verrà divulgata. Puoi manifestare liberamente la tua opinione all'interno di questo forum. Il contenuto dei commenti esprime il pensiero dell'autore che se ne assume le relative responsabilità non necessariamente rappresenta la linea editoriale del quotidiano online, che rimane autonoma e indipendente. I commenti andranno on line successivamente. L’Editore si riserva di cambiare, modificare o bloccare i commenti. E’ necessario attenersi alla Policy di utilizzo del sito, alle Policy di Disqus infine l’inserimento di commenti è da ritenersi anche quale consenso al trattamento dei dati personali del singolo utente con le modalità riportate nell'informativa.