24 novembre 2010 - Ravenna, Economia & Lavoro, Sanità

“La salute come motore di sviluppo”

Presentato il convegno di Confindustria che si terrà venerdì

“Investire in salute come politica di sviluppo” è il nome del convegno promosso da Confindustria Ravenna che vedrà amministratori pubblici del Comune, della Provincia e della Regione ma anche associazione e imprese private confrontarsi sul tema della Sanità. L’iniziativa è la settima inserita nell’ambito di “Ravenna 2030, il futuro è adesso”, progetto dell’associazione dedicato alla crescita economica e sociale del territorio.

“Dopo esserci soffermati su turismo, reti di impresa e sul confronto con economisti di caratura internazionale come Luttwak e Attali ci è sembrata doverosa una riflessione su un tema centrale come la salute e il welfare, aspetti decisivi per caratterizzare positivamente un territorio e renderlo appetibile per attrarre investimenti e mantenerli in loco” ha commentato il presidente Confindustria Ravenna Giovanni Tampieri. Il convegno di venerdì alle 15 alla sede di Confindustria Ravenna vedrà la partecipazione, tra gli altri, del sindaco Fabrizio Matteucci, del direttore generale Ausl Tiziano Carradori e del vice presidente della Provincia Claudio Casadio.

Sono 15 le aziende del ramo sanitario associate al gruppo Confindustria, dagli ospedali ad alta specializzazione, ai poliambulatori diagnostici, dalle società di servizi ai laboratori di analisi fino ai centri termali. Realtà che contano un totale di 700 dipendenti e che nel 2009 hanno generato un fatturato complessivo di 150 milioni di euro: “La tutela della salute - ha spiegato il vicepresidente Confindustria Affari Sociali e Sanità Ettore Sansavini - può divenire il motore di sviluppo di una società moderna. La sua filiera è infatti un settore trasversale e il nostro territorio si caratterizza per una forte capacità di diversificazione nella produzione di beni e servizi: ci sono tutti i presupposti per sostenere un rilancio economico del territorio”.

Sansavini ha infatti spiegato come il settore sanità sia in grado di attivare al proprio interno tutta una varietà di linee di produzione di beni e servizi: il settore chimico-farmaceutico, il commercio, servizi professionali e immobiliari, il settore alimentare, l’informatica e la telecomunicazioni, fino all’industria biomedicale e biotecnologica, ai quali si correla e qualifica l’offerta formativa e l’attività di ricerca.

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