14 dicembre 2010 - Ravenna, Cervia, Faenza, Lugo, Cronaca

Pendolari sempre più soli

Legambiente: "Troppi investimenti nelle strade, a discapito delle ferrovie"

Si investe troppo in strade e autostrade, a discapito del trasporto ferroviario e, in particolare, di quello rivolto ai pendolari. Il quadro che emerge da Pendolaria 2010, rapporto di Legambiente, non è roseo.
Il dossier che da 5 anni fotografa la situazione del trasporto ferroviario regionale e metropolitano in Italia, lancia un forte grido d’allarme per quella che nel 2011 diverrà una vera emergenza: sono moltissimi i treni e le tratte a rischio soppressione a fronte di forti aumenti dei prezzi per un servizio destinato a peggiorare nonostante la domanda in crescita in tutta la penisola.

Pendolaria è stato presentato oggi a Milano, alla presenza, tra gli altri, dell’assessore regionale di Trasporti Alfredo Peri, che ricopre anche l’incarico di presidente di Federmobilità.
“I Governi che si sono succeduti in questi anni - spiega Legambiente - hanno premiato per il 70% gli investimenti in strade e autostrade, a scapito delle reti metropolitane (16% del totale), e soprattutto delle linee ferroviarie, con il solo 13,7% degli investimenti totali. L’Italia è l’unico Paese in Europa che finanzia strade e autostrade con risorse pubbliche che sono doppie rispetto a quelle per previste per le ferrovie nazionali e regionali. Ed è questa la ragione per cui il servizio ferroviario pendolare in Italia ha standard così distanti dal resto dei Paesi europei. Analizzando le risorse da reperire (quindi ancora indisponibili), il discorso non cambia: manca il 61% dei fondi per le ferrovie a fronte del 30% che mancano per le strade. Ma anche le Regioni (cui la riforma Bassanini ha trasferito i poteri in materia di servizio ferroviario locale) continuano a privilegiare la strada a danno della ferrovia, sia in termini di spesa per le infrastrutture che per le risorse assegnate al servizio ferroviario pendolare”.

Nell’ultimo anno soltanto la Provincia autonoma di Bolzano è riuscita a investire più dell’1% per i pendolari. La Regione non a statuto speciale che con più continuità e successo sta investendo nel servizio ferroviario pendolare è la Toscana, che arriva allo 0,56% del bilancio. L’Emilia Romagna, invece, si è fermata allo 0,28% (quasi 40 milioni complessivi contro i 50 della Toscana).

Sul tema della qualità del trasporto ferroviario locale non mancano le proteste degli utenti. L’ultimo caso, segnalato da un utente, lamentava il cambiamento di orario del treno delle 7.21 da Alfonsine per Ravenna, anticipato alle 7.07. “Peccato però che gli studenti
si siano recati in stazione al solito orario ed hanno dovuto prendere il treno successivo con la conseguenza che sono arrivati tutti in grave ritardo per le lezioni”.
La risposta di Fer, che gestisce la linea Ravenna-Ferrara, non si è fatta attendere. “Fer - si legge in una nota - ha provveduto ad inviare in tempo utile  le informazioni dei cambiamenti degli  orari ai responsabili delle bacheche presso le stazioni RFI ( che risultano aggiornate ) e al sito orari di Trenitalia. Vogliamo sottolineare che Fer corrisponde un canone per tali servizi . In particolare Fer si è fatta carico di informare , per la parte di sua competenza, circa la novità, richiesta da tempo dagli utenti, dell'anticipo dell'arrivo a Ravenna del treno 6475 alle ore 7,24 anzichè 7,38. Tale modifica è ora realtà ed è in vigore da ieri, 13 dicembre”. 

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