17 dicembre 2010 - Ravenna, Cervia, Faenza, Lugo, Cronaca

Cause civili, un mediatore per risolverle

Sperimentazione al via grazie a un accordo tra Tribunale e Camera di commercio

Partirà in via sperimentale alla Camera di commercio di Ravenna un percorso di mediazione delegata per la risoluzione in sede extragiudiziale di controversie che riguardano i diritti disponibili.

L’accordo è stato siglato questa mattina dal presidente del Tribunale Bruno Gilotta e dal presidente della Camera di commercio Gianfranco Bessi.
La mediazione diventerà, dal 20 marzo del prossimo anno, la via obbligata per la risoluzione di controversie in un ampio ventaglio di ambiti (dalle liti di condominio alle questioni ereditarie, assicurative, bancarie, finanziarie fino alla responsabilità medica e alla diffamazione a mezzo stampa). In pratica tutto ciò che riguarderà i diritti disponibili dovrà passare davanti al mediatore e solo successivamente, in caso di fallimento della mediazione, si ricorrerà alle tradizionali vie giudiziarie. Un procedimento simile riguarda già oggi le controversie in materia di diritto del lavoro, in cui il primo passo è il tentativo di conciliazione e solo se questo fallisce ci si rivolge al giudice del lavoro.
Inoltre, il giudice avrà la possibilità di inviare al mediatore anche controversie su altri casi.
“Gli esempi classici - ha commentato Gilotta - sono le liti ereditarie o di condominio, che spesso nascondono annose recriminazioni. Per questo il mediatore dovrà avere anche una buona capacità di approfondimento psicologico, dovrà essere in grado di usare l’arte della maieutica”.

Per il periodo di sperimentazione la mediazione avverrà su base volontaria, come accade con la conciliazione (nel 2010 sono stati 66 i casi seguiti dalla Camera di commercio). In quest’ottica il presidente del Tribunale si è impegnato a elaborare e promuovere criteri uniformi per l’individuazione delle materie interessate al procedimento, anche ai fini di fornire indicazioni ai colleghi magistrati.

I vantaggi della mediazione sono diversi. Innanzitutto la certezza dei tempi, perché una pratica potrà durare al massimo 4 mesi; poi quella delle tariffe, perché sono stabilite a livello ministeriale e variano solo in base al valore della causa, non alla durata. Inoltre, se entrerà a regime alleggerirà sensibilmente il lavoro dei tribunali.

“La Camera di commercio - ha chiosato Bessi - è da tempo impegnata a promuovere la cultura della mediazione e della conciliazione, al punto da creare un proprio servizio. In molti ambiti si può evitare il ricorso a cause civili che spesso finiscono per intasare l’attività dei palazzi di giustizia”.

Nei prossimi giorni verranno delineati anche i percorsi formativi per gli aspiranti mediatori. (v.r.) 

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