26 dicembre 2010 - Ravenna, Politica

"Il bilancio lacrime e sangue del Comune"

Il commento del capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi

"Il bilancio di previsione 2011 del Comune di Ravenna può essere definito “lacrime e sangue”, come la giunta comunale lo ha spacciato agli organi d’informazione, solo intendendolo come 'lacrime di coccodrillo' degli amministratori e 'sangue' dei cittadini". Il capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi interviene sul bilancio di previsione 2011.

"L’assessore al bilancio, Cassani - spiega Ancisi - lamenta tagli delle entrate pari a 7,6 milioni, nascondendo però che, rispetto all’ultimo conto consuntivo, quello del 2009, pari ad una spesa corrente di 133 milioni e 362 mila euro, il totale di tale spesa previsto per il 2011, cioè quello che conta, è pressoché pari. È anche vero che, da 41 anni, da quanto è al potere la sinistra locale, il Comune di Ravenna ha chiuso ogni anno i suoi conti, a prescindere da qualsiasi manovra di rigore delle Leggi Finanziarie e da qualsiasi crisi dell’economia, aumentando la sua spesa corrente oltre, o molto oltre, il tasso d’inflazione, mai alleggerendo la sua politica della cicala. Così sarà anche nel 2010, annus horribilis dell’economia mondiale, per il quale si prevede un aumento della spesa corrente del 4,3% rispetto al 2009. Se nel 2011 non sarà più così, e sarà tutto da vedere, si verificherà un fatto storico.
Ma, restando al pianto greco di Cassani sui tagli alle entrate, basta una piccola analisi a smontarne le ragioni.

LA FAVOLA DI RAVENNA HOLDING
Due milioni di entrate in meno deriverebbero dal calo del dividendo di Ravenna Holding, la cassaforte del Comune. Ma nel 2010 esso ha compreso 4 milioni e 700 mila euro ricavati dalla vendita delle reti del gas ad Hera, e non è che i gioielli di famiglia (in questo caso prodotti coi sacrifici dei contribuenti ravennati in tutti questi anni) possono essere venduti due volte. E sarà colpa del governo se le partecipazioni di Ravenna Holding nelle 13 società di servizio del Comune, patrimonio che vale oltre 330 milioni di euro, rendono più o meno l’uno e mezzo per cento, in massima parte come dividendo delle azioni di Hera? I formidabili introiti vantati da Ravenna Holding sono molto meno di quanto chiunque di noi potrebbe guadagnare investendo il suo patrimonio in BTP.

GLI AVANZI SPERPERATI
Un altro milione sarebbe il minore avanzo di amministrazione. L’avanzo del 2010 andrà a coprire la metà del buco del Consorzio, a cui si sono dovuti aggiungere il nuovo buco dell’ASP per 576 mila euro e quello altrettanto clamoroso, ma passato in sordina, di 600 mila euro dell’Istituzione Istruzione e Infanzia. Nel 2011, le stesse necessità di copertura di tali buchi si ripresenteranno almeno pari.

IL TAGLIO INDOLORE DEI CONTRIBUTI DELLO STATO
Il resto sono 4 milioni e 600 mila euro di minori trasferimenti dallo Stato, una cifra che in sostanza si dimezzerà per le seguenti ragioni: nel 2011 lo Stato verserà 1 milione e 200 mila euro per onorare definitivamente i crediti del Comune come rimborso per l’ICI prima casa che non ha incassato; 400 mila euro verranno da maggiori introiti per l’addizionale IRPEF; 750 mila da maggiori ricavi per gli oneri di urbanizzazione (“merito” peraltro delle ulteriori massicce cementificazioni su cui Ravenna primeggia in Italia).

I tagli veri in definitiva si riducono a taglietti. Nella classifica del minor gettito, redatta dal Sole-24 Ore, Ravenna risulta tra le città meno penalizzate (solo sei lo sono di meno, quasi tutte del sud). Tutto il mondo occidentale subisce una forte crisi economica, che ha prodotto strette di bilancio, anche molto più severe, in tutti i paesi. Ravenna non può avere la pretesa di restarne indenne, bensì dovrebbe dimostrarsi capace di riordinare i propri conti, riqualificando la spesa e tagliando sprechi. Quello che tuttora non si intravede. Lacrime di coccodrillo degli amministratori sono quelle sulle reti del gas vendute, sul maxi buco del Consorzio, sui nuovi buchi dell’Asp e dell’Istituzione Istruzione, sui maggiori costi dell’indebitamento, ecc. Sangue versato dai cittadini sono invece i servizi sofferenti a loro danno, primi tra tutti l’assistenza sociale che fa acqua da tutte le parti, soprattutto sugli “ultimi degli ultimi”, e i tagli che si prospettano sulle manutenzioni del patrimonio comunale, soprattutto sulle strade, che proprio in questi giorni, dopo una spruzzata di neve e un po’ di piogge, si mostrano dissestate e massacrate da voragini più che nel terzo mondo".
 

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