3 gennaio 2011 - Ravenna, Politica

"Soldi sprecati per i manifesti sui bus mentre l'azienda stanga i cittadini"

L'intervento del consigliere regionale Pdl Gianguido Bazzoni

“Il costo dei biglietti degli autobus a Ravenna salirà del 20%, eppure Start Romagna, che controlla l’azienda pubblica dei trasporti ravennate Atm, quando c’è da sborsare 7500 euro per mettere in cattiva luce il Governo non si fa nessun problema. Se i soldi non ci sono al punto che gli aumenti sono inevitabili, non dovrebbero esserci neanche per manifesti di pessimo gusto come quelli che si sono visti negli ultimi mesi sui mezzi di trasporto pubblico della Romagna”. Le parole sono del consigliere regionale e coordinatore provinciale del Pdl Gianguido Bazzoni, che si è dichiarato "per nulla soddisfatto" della risposta ottenuta dall’assessore ai Trasporti Alfredo Peri all’interrogazione con la quale il consigliere chiedeva spiegazioni sulla campagna lanciata dall’azienda dei trasporti.

"I manifesti - spiega Bazzoni - contenevano accuse al Governo per i tagli del personale e dei fondi subito dalle aziende dei traporti, con immagini come mani ammanettate e un cappio al collo.

L’assessore dà ragione all’azienda – prosegue Bazzoni – precisando che ‘a fronte delle decisioni governative assunte il settore del trasporto pubblico ne risulta gravemente toccato’. Laddove la società giustifica la scelta con il fatto che i manifesti non contengono attacchi diretti e il costo dell’operazione sia solo di 7400 euro. Una cifra non da poco per un’azienda che già prevede di avere per il 2011 un disavanzo di 5.631.000 euro.

Con l’accordo siglato tra governo e Regioni lo scorso 16 dicembre – prosegue Bazzoni -, del quale anche il presidente Errani si è detto soddisfatto, il Governo si è impegnato ad assicurare alle Regioni il reintegro di 420 milioni per il 2011. Una prova in più di quanto i soldi spesi per quella campagna pubblicitaria siano soldi buttati che potevano essere utilizzati per qualsiasi altro scopo, sicuramente migliore di questo. Più semplicemente, quei manifesti servivano alla sinistra per giustificare gli aumenti, addossando al Governo responsabilità che ha ampiamente dimostrato di non avere”.
 

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