21 gennaio 2011 - Ravenna, Economia & Lavoro

Parenti lancia la crociata contro gli Iper

La convention della Confcommercio a Milano Marittima

Ieri pomeriggio la convention della Confcommercio provinciale ha visto insieme a un tavolo di lavoro comune per la prima volta i presidenti e i consiglieri di tutte le componenti dell’associazione.

Critica del presidente dell'associazione alla grande distribuzione: "Ci ha destabilizzati e non c’è ritorno, anzi, dietro l’avanzata del fenomeno ci sono gli intrecci di forze economiche di grossi gruppi internazionali che hanno saputo legarsi e collegarsi alla politica. Da noi è arrivata lentamente rispetto all’ Europa, dove si è insediata anni prima; ha eroso ormai il 60% dei consumi, e non ha esaurito il suo sviluppo".

"Oggi non è più pensabile di lasciare un’attività a un figlio; non solo chiudono le aziende, ma quello che i numeri non dicono è che le aziende che aprono non avranno la vita, la stabilità e la durata delle altre. Leggere bene i dati ci porta a capire l’effettiva contrazione del settore e l’irreversibilità del danno, che è sociale, perchè i negozi portano servizi, presidio del territorio, attrattiva e immagine urbana con le loro vetrine e luci, gradevolezza dei quartieri. Occorre dire che il danno è collettivo, perchè i negozi che chiudono corrispondono a un numero di persone non tutelate e non sostenute al pari di altre categorie e che si riverseranno sull’assistenza sociale. Danno infine culturale/di identità, mutamenti repentini e sconsiderati stili di vita e di rapporti sociali e familiari, con il modello dilagante che porta in grandi città artificiali, in costante espansione (ma intanto si aggredisce il territorio con interventi costruttivi e adeguamenti stradali, e conseguenze sopportate da tutti) nelle quali si va sempre più in massa, in pullman nel fine settimana, e si consuma di tutto, dagli acquisti ai massaggi; e si svuotano così i centri storici, luoghi di identità, di attrattiva turistica, in cui occorrerà poi intervenire per salvare qualità urbana e sociale".

"Per questo - attacca Parenti - oggi lanciamo un messaggio alle Istituzioni: da questo momento basta, stop da adesso all’espansione della grande distribuzione. Ma quando ci lamentiamo, veniamo considerati come se difendessimo solo i nostri interessi, non quelli della società in cui siamo la trama di un tessuto. Eppure gli effetti sono previsti, l’outlet in arrivo a Faenza offre spontaneamente un risarcimento alle amministrazioni per il danno che arreca ai centri città. Per le banche siamo i clienti migliori per le molte operazioni in piccoli importi; e non chiediamo il mezzo punto, ma anche progetti, o iniziative, come quella di liberare il piano terra e trasferirsi al primo piano per lasciare spazio alle attività che in centro possono riqualificarsi o espandersi: come quelle della ristorazione del mezzogiorno, che non può essere esercitata in 40 m2”.

Parenti si è poi rivolto agli associati: "E’ necessario partire anche da un’autocritica. Per la prima volta lo facciamo a livello provinciale, e poniamo una pietra miliare in un percorso: opponiamo al momento economico un incontro e la volontà di uomini. Ognuno di noi rappresenta un’impresa: le merceologie sono differenti, ma abbiamo gli stessi problemi, interessi e obiettivi. Sono passati i tempi in cui il collega era visto come nostro concorrente: oggi non solo non è pensabile un solo negozio in una strada, ma sappiamo che l’unità, la concentrazione, è un’opportunità e va a favore della nostra attrattivà. E vale ancora di più la forza dell’associazione e la nostra unità".

Critico nei confronti delle Istituzioni anche Terenzio Medri, Vice Presidente Confcommercio Turismo Emilia-Romagna: "Il turismo soffre il problema dei trasporti: la mobilità è la condizione stessa per il turismo. Ma la Regione latita, e nella metropolitana di superficie, ‘must’ degli ultimi anni, decollerà solo un tratto che non ci comprende. E’ necessario invece darci servizi forti. Tutti gli altri si stanno organizzando: i tedeschi creano le valli del benessere, e noi siamo diventati i loro turisti. Eppure Cervia è nata 100 anni fa, ed è cresciuta, proprio come ‘città del benessere’. Eppure abbiamo l’entroterra su cui puntare più forte, e segnali di sviluppo di alcuni settori, come quello degli street bar. Siamo penalizzati da prassi e burocrazie che ci ostacolano anche nella volontà di rinovamento".

"Si permette l’ampliamento della grande distribuzione senza valutare gli effetti" sottolinea Paolo Caroli, Vice Presidente Confcommercio Emilia-Romagna. "Le scelte deri Comuni non avvengono dopo uno studio degli effetti e dei danni, non sono concordate con il commercio, ma compiute con arroganza e imperio: per esigenze di cassa, per chiudere bilanci comunali, si autorizza qua e là qualche nuova apertura. Per favorire il consumatore, ci propongono di aprire nelle giornate festive e allungare l’orario: allo stesso modo, perché non aprire uffici comunali sabato e domenica, e affrontare anche con i dipendenti comunali le tensioni, l’aumento dei costi di gestione, che affrontiamo noi?"

Domenico Brunori, Presidente Confcommercio Lugo: "La Bassa Romagna è un territorio di piccole imprese, oggi sempre più assorbite da più grosse realtà provenienti dall’esterno. Le vie d’uscita sono nell’unità e nell’ottimismo. Come associazione dobbiamo sempre più fare la nostra parte, rafforzando anche la struttura operativa per essere più incisivi e propositivi verso gli interlocutori istituzionali e sempre più efficace supporto alle imprese. In entrambi i casi occorre inserire nella nostra cassetta degli attrezzi maggiori conoscenze e professionalità, dotarci sempre più di informazioni, dati, studi e ricerche, togliendo ogni spazio all’approssimazione e ampliando l’area della progettualità e dei servizi innovativi".

La grande opportunità è quella della città d’arte e cultura, ‘Ravenna 2019’ capitale della cultura: i commercianti sono pronti al loro apporto e impegno - conclude Mauro Mambelli, Vice Presidente vicario Confcommercio Ravenna - compreso quello della formazione con i corsi di inglese e di storia di Ravenna, di cui è in preparazione anche una forma virtuale perchè possano seguirli anche senza sottrarre tempo alle attività. C’è anche l’opportunità rappresentata dalle crociere: oltre 150mila turisti sono attesi via mare nel corso dell’anno. Sempre penalizzante per i comemrcinati il problema parcheggi, che metterebbe in ginocchio qualsiasi centro commerciale".

 

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