9 febbraio 2011 - Ravenna, Eventi, Politica

Le donne ravennati scendono in piazza

Domenica 13 febbraio la manifestazione "Se non ora quando"

L'assessora alle Pari Opporunità Giovanna Piaia interviene in vista della manifestazione "al femminile" prevista per domenica 13 febbraio in piazza del Popolo.

“Siamo ‘altre’ donne con altre idee: così penso potrebbero definirsi le donne in piazza il 13 febbraio, per parafrasare il titolo di una rassegna di incontri pubblici che svolgemmo già due anni fa - ha dichiarato la Piaia. Il filo del discorso non si è mai interrotto e già precedeva l’animarsi dello scandalo sui costumi della politica e dei suoi poteri seduttivi. In Italia circola un clima maschilista così saturo di ambivalenze da mantenere la questione femminile irrilevante, quanto taciuta la questione maschile.

Sarà quella del 13 febbraio un'altra occasione per dire che dentro le ambiguità sul silenzio delle donne non ci stiamo. In piazza ci siamo sempre chiamate da sole.
Non siamo intermittenti e allo sdegno delle parole abbiamo fatto seguire l’agire coerente del lento e costante lavoro di analisi, di sensibilizzazione, di coscienza e di auto coscienza sulla nostra condizione di donne. Sdegno che deve estendersi a tutti gli aspetti del privilegio maschile nelle molteplici implicazioni economiche, politiche e culturali.
 

Non chiedeteci “chi sono le altre donne”, le altre da noi, perché a tutti andrebbe rivolta la domanda, uomini e donne, del perché l’attrazione del denaro, il successo, l’apparizione siano fonti di corruzione morale spesso anche giustificata se appartiene alla sfera privata e alla libera scelta.
 

Le differenze di genere sono quanto in valore o in svantaggio le donne possono rappresentare per misurare quanta la società sia equa nel riconoscimento dei bisogni, nello sviluppo della parità e delle potenzialità di ciascuno.
Sono queste le questioni che ci fanno valutare la qualità della politica e delle sue azioni.
 

La nostra visione di emancipazione ha sempre portato lo sguardo oltre la liberazione delle donne per offrire una visione di convivenza sociale rispettosa della dignità di tutti, rimanendo sempre dalla parte delle donne.
E’ questo che mi fa pensare che in molte saremo in piazza domenica pomeriggio per ben oltre il caso Premier-gate e tutte le sue tematiche connesse”.
 

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