3 novembre 2009 - Ravenna, Sanità

A H1N1, cresce il numero dei contagiati

La Regione invita a non farsi prendere dal panico: "Non andate al Pronto Soccorso, basta telefonare al medico"

Anche in Emilia-Romagna l’epidemia A H1N1 si sta allargando: nell’ultima settimana, secondo il sistema di sorveglianza della Regione che ne monitora l’andamento, si stima che abbia colpito il 12,5 per mille della popolazione. Una settimana fa la stima era del 3,5 per mille. I più colpito sono i bambini e i giovani. Infatti, il tasso di incidenza della malattia è stimato intorno al 40 per mille nella popolazione inferiore ai 14 anni: sono 564 mila gli abitanti dell'Emilia-Romagna in questa fascia d'età.

Per ora i ricoveri per influenza con sintomatologia importante sono in un numero limitato, 46 nell’intera regione nelle ultime due settimane, di cui 5 con sintomatologia respiratoria grave.

“Noi stimiamo che a tutt’oggi oltre centomila cittadini in regione hanno contratto, superato o in corso l’influenza - ha spiegato l’assessore regionale alle politiche per la salute Giovanni Bissoni -. Si sta verificando quello che avevamo previsto: una grande capacità di diffusione ma scarse complicanze di carattere sanitario. La preoccupazione che comunque c’è ritengo sia dovuta fondamentalmente a due aspetti: al fatto che siamo di fronte a una forma influenzale nuova e che, a differenza del passato, colpisce maggiormente i giovani".

Gli interessati al vaccino sono complessivamente circa 350mila. In questa prima fase si stima se ne potranno vaccinare già il 40%, tenendo conto dei vaccini disponibili da domani, e considerando anche una quota dei vaccini destinati ad operatori sanitari e socio-sanitari. La priorità sarà data alle persone con quadro clinico più problematico, e quindi più a rischio di sviluppare complicanze in caso di infezione. Saranno i medici di famiglia a comunicare ai loro assistiti la sede in cui sarà somministrato il vaccino: o presso il loro ambulatorio (se hanno aderito anche alla somministrazione del vaccino oltre che alla promozione della vaccinazione) o presso gli ambulatori vaccinali delle Aziende Usl.

Con i 102.590 vaccini che sono stati consegnati nelle scorse settimane sono già in corso le vaccinazioni ad operatori sanitari e socio-sanitari (112.000 in totale), alle donne nel 2° e 3° trimestre di gravidanza (circa 25.000), ai bimbi e ragazzi (dai 6 mesi ai 17 anni) con patologie croniche o disturbi del sistema immunitario (circa 20.000).

Presumibilmente tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio, la vaccinazione sarà poi proposta a tutte le persone tra i 6 mesi e i 27 anni, con modalità da definire a livello delle singole Aziende Usl. Gli over65enni non sono coinvolti dalla vaccinazione contro l’influenza A H1N1 poiché, in tutti i Paesi dove si sono sviluppate epidemie da A H1N1, le persone anziane sono risultate poco colpite, molto probabilmente perché hanno “una memoria immunitaria” rispetto a virus analoghi, anche se non identici, circolati in epidemie verificatesi nella prima metà del secolo scorso.

Gli accessi al Pronto soccorso per sindromi influenzali registrano un progressivo incremento, in modo particolare per le fasce di età pediatrica. Proprio per questo, la Regione ricorda che non è necessario andare in ospedale: "In caso di sintomi occorre rivolgersi telefonicamente al proprio medico o pediatra di famiglia: sarà lui a valutare se è sufficiente una consulenza telefonica, se occorre un accesso all’ambulatorio, una visita domiciliare, se è opportuno un ricovero o una consulenza specialistica. Non occorre recarsi al Pronto soccorso: non è necessario dal punto di vista assistenziale e provoca rischi di diffusione dell’infezione".

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