11 marzo 2011 - Ravenna, Cronaca

Sicurezza, "la polizia non è l'unica medicina"

Presentato il volume "Nuove strategie di polizia per una società aperta"

“Nuove strategie di polizia per una società aperta” è il titolo del volume, a cura di Désirée Fondaroli, presentato questa mattina a Palazzo Merlato, che racchiude gli atti dell’incontro di studio del 26 marzo scorso alla Facoltà di Giurisprudenza nella sua sede ravennate.
L’opera raccoglie gli spunti di riflessione relativi alla polizia intesa come “istituzione e come professione”, emersi dall’opera di Davide Bertaccini “La politica di polizia”.

Un’indagine di tipo comparato sui tipi di polizia esistenti rivolta "a tre interlocutori principali: mondo della pubblica sicurezza, mondo della scuola e amministratori”, ha sottolineato il vicesindaco Giannantonio Mingozzi.

Il sostituto procuratore al Tribunale di Ravenna Gianluca Chiapponi ha evidenziato il carattere di grande attualità del volume, capace di analizzare un anno fa temi che sono ora al vaglio della discussione istituzionale. “Fra le riforme c’è quella, annunciata in questi giorni, di rendere autonoma la polizia giudiziaria dal pubblico ministero”, un tema affrontato anche da Chiapponi nel suo intervento.

Alla conferenza stampa era presente anche l’assessore alla Sicurezza Gianluca Dradi che, partendo da alcune dichiarazioni di Massimo Cacciari sulla sua esperienza di sindaco, ha posto l’attenzione sull’evoluzione del rapporto tra cittadini e forze dell’ordine. “C’è un nucleo di verità nell’accusa di Cacciari nei confronti della cittadinanza – ha spiegato Dradi. L’esperienza di molte città, Ravenna compresa, dimostra una crescita esponenziale delle domande di intervento dei cittadini in tema di sicurezza. È evidente che aumenta la richiesta della ‘medicina’ della polizia ma qualunque organismo sano non deve ricorrervi in via continuativa”. Dradi ha chiarito che è necessario “irrobustire gli anticorpi della società”, per far sì che la cittadinanza riacquisti la propria dimensione e torni in grado di autoregolarsi.
Tre le modalità di intervento suggerite dall’assessore: dall’educazione alla legalità e alla tolleranza al potenziamento del volontariato, fino allo sviluppo dei servizi di mediazione dei conflitti per responsabilizzare i cittadini a risolvere i problemi “senza deleghe”.

Il pensiero di Dradi è stato condiviso anche dal comandante della Polizia Municipale di Ravenna Stefano Rossi che ha dichiarato: “è necessario per i cittadini una maggiore capacità di prendere atto del contesto in cui vivono”, senza nascondere le proprie perplessità sul recente incremento di norme e regole, sostitute inefficaci alla capacità di autogestione dei cittadini.

“La società deve riapprovarsi del sui problemi e delle sue dinamiche - ha concluso Bertaccini. La sottile linea blu del titolo indica un presidio di sicurezza e rassicurazione che non deve essere lasciato solo in quest’opera”.
 

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