11 marzo 2011 - Ravenna, Cronaca

Alloggio e rapina tutto compreso: due arresti

Chiuso il cerchio intorno alla banda che assaltò due banche nel settembre scorso

Pendolari delle rapine, ma con un forte aggancio nel territorio. Gli ultimi due arresti compiuti da polizia e carabinieri hanno chiuso il cerchio intorno alle rapine compiute all’Unicredit di via Fiume Abbandonato il 24 settembre e alla Bcc di San Pancrazio di Russi una settimana dopo, che complessivamente avevano fruttato un bottino di circa 11mila euro. Al termine delle indagini, condotte congiuntamente dagli investigatori del Radiomobile e della Squadra mobile - che il tenente colonnello Ciro De Falco e il capo della Mobile Nicola Gallo hanno ringraziato per la grande efficienza e il ‘fiuto’ - sono stati individuati i 4 responsabili dei colpi e la persona, una 33enne del Ravennate, che forniva l’appoggio logistico.

I ‘front men’ del gruppo, quelli che entravano in banca armati di cutter e ne uscivano col bottino, erano già stati arrestati nel novembre scorso (si trattava di due giovani di 22 e 23 anni, raggiunti a Catania, nelle rispettive abitazioni). Negli ultimi giorni sono stati arrestati anche i due ‘pali’, coloro che rimanevano nelle vicinanze delle banche, a bordo di due auto diverse, pronti alla fuga: si tratta di un altro giovane di 24 anni e di un uomo di 44, anche loro raggiunti dalle ordinanze di custodia cautelare in Sicilia (uno si trova già agli arresti nel carcere di Noto).

Il dato caratterizzante di questa banda era il fatto di avere un forte appoggio logistico nel territorio preso di mira. Una donna di 33 anni - originaria della provincia di Ravenna e dipendente di un’attività commerciale - aveva fornito ai malviventi una ‘base’ pulita, probabilmente a fronte di una partecipazione agli utili. Per lei, il giudice per le indagini preliminari Monica Galassi ha decretato l’obbligo di firma.

Per la riuscita delle indagini - coordinate dal pm Cristina D’Aniello - si sono rivelate fondamentali le più diverse tecniche: da quelle tradizionali, in primis il ‘fiuto’ degli investigatori e la loro capacità di seguire una pista, a quelle tecnico-scientifiche, che hanno permesso di individuare i primi due rapinatori, che avevano lasciato tracce (impronte e immagini registrate) durante i diversi colpi. Le indagini sono dunque concluse, ma gli inquirenti non escludono che i quattro possano avere avuto un ruolo anche in altre rapine, visti i curricula ‘professionali’ che, nonostante la giovane età, possono vantare. (van.ri.) 

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