19 aprile 2011 - Ravenna, Arte

"Tamo" si presenta a Venezia

Ieri mattina alla Collezione Peggy Guggenheim il progetto di RavennAntica

Ieri mattina a Venezia, alla Collezione Peggy Guggenheim, è stato presentato il nuovo atteso progetto “Tamo. Tutta l’Avventura del Mosaico”, promosso da Fondazione RavennAntica, dal Comune di Ravenna, dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'EmiliaRomagna e dal Dipartimento di Archeologia dell'Università di Bologna.

Ravenna, Venezia e Roma, indissolubilmente legate dall'arte musiva, si uniscono idealmente all'interno di questa esposizione: Roma, con la ricca decorazione delle basiliche paleocristiane, Ravenna, con lo splendore dei mosaici giustinianei fino ad arrivare al trionfo del tardo bizantinismo di Venezia, ancora oggi massima sede di produzione dei materiali musivi esportati in tutto il mondo, nella continuità della grande tradizione culturale della vetreria bizantina.

Il progetto scientifico della mostra è stato illustrato dal curatore, il professor Carlo Bertelli.
Erano inoltre presenti: Elsa Signorino, presidente Fondazione RavennAntica, Liana Melchior in rappresentanza della Ditta Angelo Orsoni e Philip Rylands, direttore della collezione Peggy Guggenheim.

Annunciato da tempo e al centro dell’impegno della Fondazione RavennAntica, sta per sorgere nel cuore di Ravenna un grande centro espositivo innovativo, versatile e multiforme dedicato al mosaico. L’inaugurazione è in programma il 20 maggio, cui
seguirà l’apertura al pubblico il giorno successivo.

Il Complesso di San Nicolò - dal 2004 teatro di grandi mostre archeologiche allestite da RavennAntica - cambia volto per far scoprire ai ravennati e al pubblico italiano e internazionale un approccio originale e affascinante all’arte musiva nella città dei mosaici. Il complesso diventa una vera e propria cittadella dove troveranno sede un’esposizione permanente di
mosaici che coprono un arco temporale che va dal I° al XIII° secolo d.C. e che raccontano l’insieme della grande storia, tradizione e cultura musiva non solo di Ravenna e del suo territorio, ma di tutta l’area del Mediterraneo anche grazie alle ricostruzioni e agli strumenti multimediali; uno spazio riservato a esposizioni temporanee; due laboratori didattici teoricipratici con attività formative per le istituzioni scolastiche, in grado di coniugare divertimento e
apprendimento a beneficio di ragazzi e docenti.

L’esposizione permanente - allestita nella navata di San Nicolò - racconta l’affascinante storia del mosaico attraverso sei sezioni o percorsi tematici tutte dedicate ai pavimenti in mosaico e alle superfici musive parietali; sono protagonisti e narratori: la luce, fantastica complice delle tessere musive; i contesti in cui i mosaici venivano utilizzati, come la domus, il palatium
e l’ecclesia; le tecniche e gli strumenti per il mosaico, fra cui si segnalano in particolare i preziosi cartoni dell’Istituto d’arte per il Mosaico ravennate e il prestigioso prestito di storici calchi inediti provenienti dai Musei Vaticani, ed infine i materiali utilizzati per
realizzare il mosaico. In quest’ultima sezione - ricavata nell’abside di San Nicolò - saranno esposte le paste vitree dell’ottocentesca fornace Angelo Orsoni di Venezia, che da decenni eccelle a livello mondiale nella produzione di smalti in pasta vitrea per la realizzazione di mosaici policromi e a foglia d’oro. Il nome di Orsoni è, fra l’altro, legato alla realizzazione di importanti opere come il Trocadèro, Il Teatro de l’Opéra e la Basilica del Sacro Cuore di Parigi, la Cattedrale di Saint Paul a Londra, la Sagrada Familia a Barcellona, i restauri della Basilica di San Marco a Venezia e a molti altri capolavori musivi della cultura architettonica araba ed orientale.

Fra le opere originali esposte a Tamo, citiamo in particolare mosaici provenienti dallo straordinario sito archeologico della Domus dei Tappeti di Pietra con ricchissima stratigrafia, di cui si ammireremo, in particolare, un intrigante ed inedito mosaico con originalissimo motivo geometrico rinvenuto in un edificio palaziale di V° secolo; dal Palazzo di Ravenna,
prima residenza imperiale di Onorio, poi di Teodorico e infine degli Esarchi, da cui proviene una porzione di opus sectile relativa all’aula absidata e alcuni mosaici del portico meridionale con scene di circo; dalla chiesa di San Severo, grande basilica nel territorio di Classe;
oltre che dalla vicina città di Faenza, in particolare dalla domus augustea di Via Pasolini e dalla ricca residenza del V° secolo rinvenuta in Via Dogana, da cui proviene il mosaico del vestibulum con il riquadro di scena di presentazione delle armi ad Achille e riquadri con
rappresentazioni di soldati.

Il progetto Tamo è affidato ad un comitato scientifico composto da Giovanna Bucci, Chiara Guarnieri e Paolo Racagni, presieduto dal Professor Carlo Bertelli.
L’allestimento è curato dall’architetto Paolo Bolzani. L’intero percorso sarà connotato da nuove soluzioni tecnologiche multimediali applicate all'arte, tra cui ricostruzioni animate e tridimensionali, allestimenti interattivi e soluzioni in mix-media.

Tamo non sarà quindi un museo nel senso tradizionale del termine, piuttosto un viaggio affascinante, per vivere tutta l’avventura del mosaico. Sarà anche un laboratorio virtuale di ricerca sulle grandi evoluzioni delle tecniche musive, dalle origini ai giorni nostri. Un
laboratorio ed insieme uno spazio espositivo capace di sollecitare tutti i sensi del visitatore, con una fruizione emozionale e coinvolgente.
Gli oggetti esposti saranno supportati da ausili informatici e audiovisivi, tali da consentire ai
visitatori di scegliere l’itinerario di visita, selezionando liberamente i materiali e seguendo percorsi soggettivi, attori della visita attenti ed attivi.

Un volume, edito da Skira e curato dall’archeologa Giovanna Montevecchi, sarà dedicato alla secolare storia del mosaico nei suoi multiformi aspetti e servirà da ulteriore strumento alla conoscenza di questo policromo e luccicante universo composto di tessere.

 

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