11 novembre 2009 - Ravenna, Cervia, Faenza, Lugo, Cronaca

Vent'anni dopo il Muro

La Provincia ha ricordato l'anniversario del 9 novembre

“Il 9 novembre di vent’anni fa cadeva il Muro di Berlino, il simbolo estremo e drammatico di una divisione fra grandi blocchi, fra l’est e l’occidente, segnando definitivamente la fine dei regimi comunisti europei, aprendo in modo altrettanto simbolico, le porte alla libertà che mai si era avuta dalla fine della seconda guerra mondiale”. Così, in apertura del consiglio provinciale, la presidente Elena Rambelli ha ricordato l’anniversario.
“Le ragioni della pace, dell’eliminazione dei conflitti, sono strettamente legate alle ragioni dell’eguaglianza nelle condizioni dei popoli. Quella sera la speranza di tutti i tedeschi, dell’Europa intera, era quella che davvero potessero cadere le disuguaglianze, ed unire in modo inscindibile l’Europa. Quel muro rappresentava tutto questo, rappresentava quel blocco che ancora impediva la libertà e le uguali possibilità di tutti i cittadini europei. E la vera prima forte novità di quella anomala ed improvvisa rivoluzione di quella notte, fu proprio che si consumò nella più totale e assoluta serenità, senza alcuna violenza, senza alcun spargimento di sangue. L’Europa aveva conosciuto il nazismo, il fascismo che avevano come principio fondante la supremazia di alcuni sugli altri, su tutti quelli che non ubbidivano o che la pensavano diversamente, o che semplicemente su quelli che erano diversi. Poi conobbe un comunismo distorto, altrettanto oppressivo, un tentativo di socialismo senza alcuna libertà personale e dei popoli, e che non poteva andare lontano. Chi come me è nipote della lotta partigiana, per chi come me aveva vent'anni quel 9 novembre 1989, per tutti noi che abbiamo salutato positivamente quella notte, abbiamo festeggiato, gioito, pianto, per l’emozione, non può però oggi ignorare, con altrettanta amara consapevolezza, che quella riunificazione è ancora incompiuta, che la libertà è solo il primo passo, seppur fondamentale, per la vera democrazia, dell’uguaglianza e delle pari opportunità, per l’Europa e per il mondo.”

“Nel mondo ci sono ancora troppi muri creati per divisioni ideologiche, differenze religiose, per impedire flussi migratori, per paura. Ecco la paura. Un mondo dove gli uni temono gli altri solo perché diversi o non conosciuti è un mondo sbagliato, una democrazia incompleta. Ecco che allora non possiamo non pensare che anche nella nostra grande Europa, nell’occidente libero e democratico, vi sono ancora troppi muri, troppe differenze economiche e sociali, muri interiori come il razzismo, l’omofobia, la paura, ma anche quel muro molto più duro a cadere come il muro dell’indifferenza. E allora – ha concluso Rambelli - ben vengano le iniziative che ricordano a tutti noi quel nove novembre come il giorno della libertà, ben vengano le iniziative che anche la nostra Provincia ha messo in campo per questa occasione, come la mostra che è allestita proprio qui nel nostro atrio d’onore.”

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