23 maggio 2011 - Ravenna, Cronaca

Aperta la nuova cittadella del mosaico

Sabato 21 maggio l'inaugurazione di "Tamo" a San Nicolò

E' stata inaugurata venerdì scorso, nella cornice di San Nicolò, "Tamo", la nuova cittadella del mosaico dedicata alla scoperta dell'arte musiva.

"A Ravenna si sta con il naso in aria a guardare i mosaici delle chiese, o con lo sguardo volto
verso il basso per rimirare i mosaici della Domus dei Tappeti di Pietra o della Cripta Rasponi -
racconta Carlo Bertelli, studioso insigne e curatore scientifico del nuovo progetto TAMO - Il
mosaico incanta, stupisce e insegna. E così in questa città del mosaico si avvertiva il bisogno di un luogo che spiegasse, con semplicità e chiarezza, che cosa il mosaico è stato ed è, di che cosa e come è fatto, che cosa si fa per conservarlo. Il mosaico lega Ravenna al resto del Mediterraneo, dalle lagune adriatiche ad Otranto, sino a Damasco e Istanbul ma anche, oltre le Alpi, alla Penisola Iberica e alla Gallia e persino alla Gran Bretagna, attraendo con il suo fascino di pittura di pietra, d’oro e d’argento, tanto i cristiani saliti sino al Monte Sinai come i musulmani un tempo riuniti nella grande moschea di Cordova".

"Abbiamo lavorato con impegno ed entusiasmo a questo nuovo progetto permanente dal nome tanto evocativo quanto promettente – ha detto Elsa Signorino, presidente di RavennAntica, la Fondazione Parco Archeologico di Classe che insieme al Comune di Ravenna, alla Direzione Regionale per i Beni Culturali e al Dipartimento di Archeologia dell’Università di Bologna ha promosso e ideato TAMO - ed ora finalmente alziamo il sipario su quest’esposizione permanente innovativa, versatile e multiforme. In mostra, oltre a mosaici di grande pregio, in parte inediti, provenienti da Ravenna e dal suo territorio, il percorso museale si sviluppa con l’ausilio di strumenti multimediali d’avanguardia, tavoli touchscreen e touchless, che permettono di scoprire in modo interattivo il processo di realizzazione del mosaico e la sua diffusione geografica. Una grande proiezione videowall narra per immagini il mosaico dalle origini al medioevo.
Video e collegamenti wireless a ulteriori contenuti multimediali completano la conoscenza dell’arte musiva, creando un laboratorio ed insieme uno spazio espositivo capace di sollecitare tutti i sensi del visitatore, con una fruizione emozionale e coinvolgente. TAMO non sarà quindi un museo nel senso tradizionale del termine, piuttosto un viaggio affascinante, per
vivere tutta l’avventura del mosaico".

L'esposizione è suddivisa in sei percorsi tematici. La prima sezione, PAVIMENTA, propone una mostra didattica, con lo stesso titolo, progettata e realizzata dalla Scuola Bottega del Mosaico di Ravenna. Grazie a copie di importanti pavimenti antichi, verranno mostrate le varie tipologie musive utilizzate per la loro realizzazione.
La seconda sezione, ECCLESIA, PALATIUM, mostra una porzione di opus sectile relativa all’aula absidata e alcuni mosaici del portico meridionale con scene di circo provenienti dal Palazzo di Ravenna, prima residenza imperiale di Onorio, poi di Teoderico e infine degli Esarchi e il pavimento musivo proveniente del secondo sacello della chiesa di San Severo a Classe.
DOMUS, PALATIUM presenta pavimenti musivi dell’antica Faventia, provenienti dalla domus augustea di Via Pasolini e dalla ricca residenza del V secolo rinvenuta in Via Dogana, da cui proviene il mosaico del vestibulum con il riquadro di scena di presentazione delle armi ad Achille e riquadri con rappresentazioni di soldati. Sempre qui sono esposti mosaici provenienti
dallo straordinario sito archeologico della Domus dei Tappeti di Pietra, di cui ammireremo un intrigante ed inedito mosaico con originalissimo motivo geometrico rinvenuto in un edificio palaziale di V secolo.
La quarta sezione, AURUM, situata nel presbiterio e nell'abside della chiesa di San Nicolò, ospita i materiali per il mosaico prodotti dalla storica Bottega veneziana di Angelo Orsoni, famosa in tutto il mondo per gli smalti e i vetri a foglia d'oro. I giochi di colore dei materiali Orsoni sono straordinari e culminano nel trionfo dell’oro nell’opera contemporanea del mosaicista ravennate Paolo Racagni: Excursus sull’allettamento di tessere in oro. In questa stessa sezione è possibile visionare anche alcuni cartoni musivi dell'Istituto d'Istruzione Superiore “P.L. Nervi – G. Severini” Corso di Mosaico di Ravenna. L’istituto ha conservato nel tempo le tradizioni antiche, ma ha anche saputo stimolare le nuove generazioni alla sperimentazione e all’invenzione.
ETERNITÀ E STORIA, illustra altri strumenti preziosi per la conoscenza del mosaico, i calchi in gesso. Per secoli a Roma si sono eseguiti mosaici e per secoli si è cercato di conservarli, tanto che i primi documenti contabili di restauri risalgono ai primi due decenni dell’Ottocento.
Dal laboratorio di restauro dei Musei Vaticani, grazie all’interessamento del direttore Antonio Paolucci è stato concesso il prestito di calchi di mosaici di Santa Maria Maggiore e di San Venanzio, a Roma, eseguiti circa nel 1934. Così chi visita TAMO può godere dell’esperienza,
altrimenti impossibile, di vedere dettagli di questi mosaici a brevissima distanza. Uno dei mosaici, con l’iconografia bizantina della Dormitio Virginis, è opera di Jacopo Torriti, il grande maestro romano che era succeduto a Cimabue nella decorazione della basilica superiore di Assisi e che poi avrebbe ceduto il lavoro a Giotto.
La sesta ed ultima sezione, PANORAMA, collocata nel soppalco di TAMO, permette di ripercorrere l'avventura del mosaico di tutto il bacino del Mediterraneo sul grande tavolo touchscreen o con le immagini proiettate sul grande schermo. Dalla balconata, inoltre, il visitatore ha la possibilità di ammirare la bellissima chiesa di San Nicolò, risalente al 1364 e composta da un'unica navata con presbiterio e due cappelle laterali, che presenta importanti affreschi. In particolare, nel presbiterio si conservano affreschi del “Maestro di San Nicolò” con le Storie di San Giorgio. Nelle cappelle di S. Agostino (a destra) e di S. Monica (sinistra) si trovano affreschi di Cesare Pronti (XVII secolo). In una nicchia è possibile ammirare la pregevole Crocifissione di Francesco Longhi della fine del ‘500.

Il comitato scientifico di TAMO - presieduto dal Professor Carlo Bertelli, grande studioso del mosaico - è composto da Giovanna Bucci, dell’Università di Bologna, Chiara Guarnieri, della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna e Paolo Racagni, maestro mosaicista ravennate. L’allestimento è curato dall’architetto Paolo Bolzani. Un volume, edito da Skira e curato dall’archeologa Giovanna Montevecchi, sarà dedicato alla secolare storia del mosaico nei suoi multiformi aspetti e servirà da ulteriore strumento alla conoscenza di questo policromo e luccicante universo composto di tessere.
"Il mosaico ha accompagnato il lusso delle terme e delle sale domestiche - concludiamo con le parole di Carlo Bertelli - così come ha accompagnato la preghiera, tanto da identificarsi con il sacro. A Ravenna non mancano certo le occasioni per constatare il nesso strettissimo tra il mosaico e la sacralità. Tanto che non potremmo immaginare la Trasfigurazione effigiata in
Sant’Apollinare in Classe se non nella lucentezza del mosaico. TAMO non è concepito come un museo autosufficiente, ma come una sommessa guida al miracolo del mosaico ravennate e un invito a considerare il mosaico nella sua straordinaria presa sulle coscienze".

"Aut lux hic nata est, aut capta hic libera regnat". O la luce è nata qui o, catturata, qui regna libera. Così nella Cappella di Sant’Andrea di Ravenna. Il miracolo della luce è il miracolo del mosaico ravennate, che dal 21 maggio possiamo rivivere nella suggestiva narrazione di TAMO nel complesso di San Nicolò.

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