8 settembre 2009 - Ravenna, Cervia, Faenza, Lugo, Economia & Lavoro

Crisi, persi in provincia oltre 4 mila posti di lavoro

L’analisi della Cgil. Santarelli: “Ora una nuova stagione di industrializzazione e una nuova politica finanziaria”

Oltre 4mila posti di lavoro persi in pochi mesi, pari a 100 milioni di euro di Pil. Mentre a settembre si intensifica il ricorso alla cassa integrazione, che sta coinvolgendo 5.200 persone. Sono questi i numeri della crisi che emergono dai dati forniti dall’osservatorio dell’Ufficio studi e ricerche della Cgil di Ravenna.

Lo studio evidenzia come in provincia di Ravenna non si sia attenuato il fenomeno di ricorso alle riduzioni di orario nel settore industriale e dei procedimenti di sospensione dal lavoro nel settore artigianale. A inizio settembre, cioè nel momento di ripresa delle attività dopo la tradizionale sosta di Ferragosto, i lavoratori colpiti dalle riduzioni di orario di lavoro sono tornati sopra la soglia delle 5.200 unità. Dunque, se nel corso dell'estate i numeri avevano concesso una piccola tregua, assestandosi vicino alle 4.000 unità, negli ultimi tempi la cassa integrazione ha ripreso a correre.

L'’Ufficio studi e ricerche per la prima volta rende nota anche la ripartizione dell'utilizzo degli ammortizzatori sociali distinguendo per singoli comuni. Le amministrazioni più colpite dalla crisi risultano: Faenza con 6.200 lavoratori che hanno attraversato la cassa integrazione da settembre 2008; Ravenna (2.204 lavoratori), Alfonsine (2071), Lugo (1.878), Cotignola (1.802), Castel Bolognese (790), Fusignano (723), Bagnacavallo (701), Russi (697), Massalombarda (587), Conselice (477), Bagnara di Romagna (290), Solarolo (232), Casola Valsenio (213), Cervia (111), Brisighella (105), Sant'Agata sul Santerno (102).

I settori colpiti dalla crisi, per numero di lavoratori interessati ad almeno uno degli ammortizzatori sociali, sono: industria metalmeccanica 10.959, altra industria 8.027 (di cui 4.458 dei settori chimico, gomma plastica, ceramica), servizi 571.
Dal mese di settembre del 2008 ad oggi le ore di cassa integrazione già effettuate sono oltre 1.200.000 (dati Inps di Ravenna). Per le casse dello Stato questo ha significato una spesa di circa 8 milioni di euro.
Dall'indagine condotta dall'Ufficio studi e ricerche emerge un altro dato molto significativo: in questi mesi di crisi economica sul territorio ravennate si sono persi più di 4.200 posti di lavoro per effetto di procedure di mobilità, mancati rinnovi dei contratti a termine, cessazioni, fallimenti e liquidazioni.
Anche in questo caso, facendo un calcolo basato sul Pil pro-capite prodotto nel nostro territorio, si può affermare che la provincia di Ravenna, in conseguenza dell'emorragia occupazionale, ha perso il corrispettivo di circa 100 milioni di euro di Pil. Una ricchezza enorme, pari circa all'intero bilancio del Comune di Ravenna.

“Anche questi ultimi dati – commenta il segretario provinciale della Cgil, Marcello Santarelli - confermano come sia indispensabile per i soggetti economici, politici e sociali di questo territorio pianificare e intraprendere una nuova stagione di industrializzazione. Gli effetti della crisi sono profondi, anche sul  territorio ravennate. E' impensabile, come il nostro Governo vorrebbe farci credere, che tutto possa tornare come prima della crisi con una dose di ottimismo e aumentando i consumi. Ecco perché la comunità locale deve mettere in cantiere nuove politiche e pensare concretamente all'avvio di una nuova stagione di industrializzazione, mettendo in atto uno sforzo ed un senso di responsabilità straordinari. I posti di lavoro persi in questi mesi difficili non saranno recuperati senza l'attivazione di efficaci politiche per il rilancio dell'economia e delle attività produttive seguite dal concreto impegno dei soggetti economici e sociali che dovranno fare convintamente la propria parte.

La nuova impennata della cassa integrazione testimonia inoltre che la crisi non è alle spalle. Le difficoltà permangono. Per ridare vigore all'economia è indispensabile creare nuove opportunità di sviluppo che devono passare innanzitutto dal rilancio dello scalo portuale, concreto volano dell'economia. Necessario ed urgente è un ripensamento dell'impiego delle risorse finanziarie locali  a sostegno delle attività produttive. Le difficoltà di accesso al credito stanno prefigurando nuove cessazioni di attività per le difficoltà delle imprese di reperire la liquidità necessaria. Occorre lavorare da subito alla realizzazione della Conferenza Economica prevista saggiamente dal Tavolo provinciale per l'economia per la prossima primavera. La Cgil di Ravenna, come sempre e con il senso di responsabilità che la distingue, saprà anche in questo caso fare la propria parte”.
 

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