10 giugno 2011 - Ravenna, Cronaca

Consiglio comunale, il dibattito sul Ravenna Calcio

Nel consiglio comunale di ieri è iniziato anche il dibattito sulle vicende del Ravenna Calcio. Il capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi ha presentato un ordine del giorno sul tema.

La discussione, ricorda il Comune, si è aperta con l’intervento del sindaco Fabrizio Matteucci che ha invitato il consiglio a perseguire due profili legati alla vicenda: rispetto del lavoro che dovrà svolgere la Magistratura e del principio di presunzione di innocenza nei riguardi delle persone indagate e arrestate.

Il dibattito conclusivo e la votazione dell’odg avverrà nella prossima seduta del consiglio la cui data è in corso di definizione.

Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna) ha detto di ritenere che la città non possa restare indifferente a quanto sta accadendo. "Per questo credo che, qualora si dovesse arrivare a un procedimento giudiziario, eventualità ormai certa, il Comune si dovrebbe costituire parte civile, chiedendo il risarcimento dei danni morali e materiali nel momento in cui i colpevoli saranno definitivamente condannati.

Dovrebbe essere il sindaco, a cui l'ordine del giorno è indirizzato, a impartire questa direttiva all'Ufficio Legale del Comune". Più in generale Ancisi ha detto che si dovrebbe intraprendere un percorso che porti "a tenere rigorosamente distinta la gestione delle società sportive e le relative sponsorizzazioni di imprenditori da altri interessi che non siano meramente sportivi e collegabili all'amministrazione del Comune. L'area dei rapporti tra Comune e società sportive dev'essere assolutamente trasparente e non grigia. In poco più di un decennio il calcio ravennate ha subito tre gravi collassi. E questo deve consigliare la politica locale a immettere nel rapporto con lo sport gli anticorpi che prevengano il virus dei conflitti di interesse".

Nel corso di un intervento durato circa un quarto d’ora, Maurizio Bucci del Pdl partendo dai legami che, a suo avviso, esistono tra sport, etica e politica sul nostro territorio, ha dichiarato, tra l’altro, che le recenti vicende del Ravenna Calcio sono state utili per fare emergere e scoperchiare questa realtà.

Matteo Cavicchioli (Pd) si è detto addolorato per quanto sta avvenendo, “perché il calcio impegna milioni di ragazzi e adulti e dovrebbe essere una cosa sana”. Il consigliere ha auspicato che la magistratura faccia piena luce su quanto accaduto e che la situazione si chiarisca in tutti i suoi contorni e ha proposto, vista l’assenza del sindaco per motivi istituzionali, di rinviare il dibattito e la votazione sull’ordine del giorno del consigliere Ancisi.

Paolo Guerra di Lega Nord dopo essersi dichiarato soddisfatto per il coinvolgimento del consiglio comunale sull’argomento per iniziativa del sindaco e dopo aver espresso il suo plauso per le dimissioni di Vidmer Mercatali  da vice presidente del Ravenna Calcio, si è dichiarato favorevole al fatto che il calcio sia stato stralciato dall’ipotesi di creare una unica polisportiva in ambito comunale su cui far convergere le sponsorizzazioni”.

Alberto Ancarani del Pdl ha sottolineato l’importanza di stroncare il rapporto stretto fra Comune e Ravenna calcio, avviato anni, fa con episodi del tipo ‘posa della prima pietra dell’Holiday Inn’. “E’ ora – ha aggiunto - di smettere di fare finta che non vi siano corresponsioni fra i due enti e con l’ipocrisia che ne caratterizza le relazioni”.

Pietro Vandini di 5 stelle, è intervenuto mettendo l’accento sulle modalità di sponsorizzazione della squadra, denunciando legami tra sponsor e futura realizzazione della centrale biomasse. In particolare ha sottolineato l’incongruenza fra l’entità della sponsorizzazione e lo scarso ritorno di visibilità e immagine dello stesso sponsor.  Entrando poi nel merito delle conseguenze negative che una centrale a biomasse avrebbe sulla salute dei cittadini si è rivolto al sindaco, in qualità di autorità sanitaria, invitandolo a considerare le condizioni ambientali sfavorevoli del nostro territorio dove, secondo fonti ministeriali, vi è una situazione molto critica circa la presenza di sostanze inquinanti tra le quali formaldeide.

Alberto Fussi del Pri: “Noi Repubblicani condividiamo l’atteggiamento dell’Amministrazione che, giustamente, non intende intervenire nelle vicende societarie del Ravenna Calcio. Questo però, come già sottolineato dal Sindaco, non vuol dire osteggiare gli imprenditori che si dimostrano interessati alla società, né tanto meno il presidente Gianni Fabbri, che tutti ci auguriamo esca indenne da questa triste e squallida vicenda. Non dobbiamo, peraltro, neppure sottovalutare che in Italia il calcio ha bisogno di pulizia, di rigore e di spese più oculate, spese che vanno ridimensionate rispetto ai livelli (oserei dire di pazzia), che sono stati raggiunti e che hanno caratterizzato fino ad oggi il mondo dello sport, che allo stato delle cose sta per esplodere. Per questo il Comune deve adoperarsi con cautela, sapendo, innanzi tutto, con chi ha a che fare, tenendo anche in conto che ormai tutte le società sportive ravennati si rivolgono all’Amministrazione Comunale per risolvere i propri problemi economici e che questa non può continuare ad essere la prassi normale”. 

Sarah Ricci di Sel: “Parlando del Ravennacalcio come cittadina e appassionata di sport sono desolata che la squadra della mia città  debba affrontare per l’ennesima volta un momento di grande difficoltà  e non per demeriti sportivi. Credo che la giustizia ordinaria e sportiva debba come sempre fare il suo corso e consegnarci un quadro chiaro di responsabilità  e ammende. Credo che la politica farebbe bene a stare alla larga da vicende che non la riguardano, come quelle sportive, senza confondere mai il futuro di una città  con quello della locale squadra di calcio. Credo che per quanto riguarda il consiglio comunale i suoi rapporti con il Ravenna Calcio siano sempre stati corretti e finalizzati solo ad individuare le migliori modalità  di gestione dello stadio. Credo in conclusione che faremmo bene a continuare su questa strada, dato che in relazione al calcio professionistico non abbiamo, non vorremmo avere, altre competenze, e occuparci piuttosto in questa sede dello sport inteso come diritto e opportunità  di sviluppo, da garantire a tutte le cittadine e cittadini ravennati, in particolare bambine e bambini (…)”.

Daniele Perini del Pd si è soffermato su un aspetto del calcio “che oggigiorno prevale a scapito di qualsiasi altro obiettivo: quello di vincere comunque sempre. Per riuscirci occorrono molti denari e molta spregiudicatezza”.  Per Perini è l’argomento ha rappresentato l’occasione per citare con preoccupazione, alcuni fatti di cronaca recente avvenuti a Rimini su consumo di anabolizzanti somministrati ai bambini dai genitori”.

Ecco il testo dell'odg presentato da Ancisi:

 





"Preso atto con sgomento e amarezza dell’inchiesta denominata “Last bet” (“Ultima scommessa”) in atto presso la Procura della Repubblica di Cremona, che coinvolge dirigenti e tecnici della società “Ravenna Calcio” in quanto presunti organizzatori di scommesse attraverso l’alterazione dei risultati sportivi, tra cui quelli riguardanti quattro partite della squadra ravennate;

accertato, in particolare, pur con la presunzione di innocenza fino ad eventuale sentenza definitiva, che il direttore sportivo del Ravenna Calcio, Giorgio Buffone, è oggetto di ordinanza cautelare in carcere per associazione a delinquere finalizzata all’illecito sportivo e alla truffa, e che risultano iscritti nel registro degli indagati per le stesse ipotesi di reato i dirigenti della società stessa Gianni Fabbri e Antonio Ciriello, l’allenatore Leonardo Rossi e il preparatore dei portieri Nicola Santoni;

condividendo, al riguardo, i seguenti giudizi espressi pubblicamente dal sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci:“…vicenda che, nella sua notevole complessità, colpisce la credibilità e il prestigio del mondo calcistico e ad oggi anche della nostra città. L'inchiesta…ad oggi tocca anche Ravenna” (giovedì, 2 giugno); “L'inchiesta sul calcio-scommesse della Procura di Cremona è di grande spessore e fa intravedere, per ora, scenari criminali gravissimi. Insomma,  questa inchiesta è il contrario di una  bolla di sapone destinata a finire nel nulla” (sabato, 4 giugno);

ritenuto che si debba coerentemente agire di conseguenza, a tutela del buon nome della comunità e dei cittadini ravennati, dato anche l’interesse diretto dell’amministrazione comunale, essendo la società Ravenna Calcio titolare della concessione d’uso dell’impianto sportivo specifico di tipo C di proprietà del Comune di Ravenna, denominato Stadio Benelli, e per il fatto che il presidente onorario della Ravenna Calcio è il parlamentare ravennate e sindaco di Ravenna dal 1997 al 2006, sen. Vidmer Mercatali;

INVITA IL SINDACO DI RAVENNA

a disporre fin d’ora che, a tutela del buon nome della comunità e dei cittadini ravennati, l’amministrazione comunale di Ravenna si costituisca parte civile nel procedimento giudiziario che fosse avviato a carico dei soggetti ritenuti autori degli illeciti contestati, allo scopo anche di chiedere un risarcimento dei danni materiali e di quelli morali conseguenti.

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