11 giugno 2011 - Ravenna, Politica

'Caso Bakkali': "Dal Pdl dichiarazioni inaccettabili"

Le critiche dei giovani di Fli

 





“L’ultima sparata del Pdl sulla nomina ad assessore della giovane Ouidad Bakkali è l’ennesima prova della natura profondamente illiberale e populista del principale partito del centrodestra”. L’attacco alle critiche rivolte dal Pdl a Bakkali arriva dagli ex alleati di Fli.

“La domanda - scrive in una nota il coordinatore giovanile di Fli, Luca Argentin - sorge spontanea: come mai il Pdl non ha mai alzato la voce di fronte alle continue offese della Lega al Tricolore, all’Inno di Mameli e alla nostra storia patria? Dov’è la difesa dei nostri valori e della nostra identità quando non si fa nulla per arginare la deriva anti-patriottica del proprio principale alleato? Non è accettabile che un partito di centrodestra adotti la difesa dell’italianità a corrente alterna! 

Le parole utilizzate dal gruppo consiliare rasentano i limiti della xenofobia più becera della quale pensavamo di esserci liberati. Accusare una giovane ragazza, in Italia dall’età di un anno, di rappresentare un rischio per ‘l’azzeramento dei nostri valori, della nostra identità e delle nostre radici’ è  molto triste e squallido. Affermare tali concetti nel 2011 significa essere anacronistici, ignorare le reali caratteristiche del mondo in cui viviamo. 

Vorrei ricordare a Foschini &co. che nessuno negli Usa si è mai permesso di paventare il rischio di un annacquamento della cultura americana di fronte all’elezione dell’italo-americano Andrew Cuomo a Governatore dello Stato di New York. 

Nel 150esimo compleanno del nostro Paese non bisogna dimenticarsi che  gli italiani di domani saranno anche tutti quei giovani nati da genitori stranieri, ma che sono cresciuti nella nostra Italia, nella cui cultura e nelle cui tradizioni si sono completamente immersi. Penso a tutte quelle ragazze e quei ragazzi che, pur non essendo nati sul suolo italiano, avvertono l’Italia come la loro patria. Penso a tutti quei militari italiani di colore che difendono la nostra nazione nelle missioni di pace estere. Penso a tutti i ricercatori, liberi professionisti, dirigenti, lavoratori, esponenti del mondo della cultura e campioni dello sport di origine straniera che tengono alto il Tricolore, fanno brillare il nome dell’Italia nel mondo e producono il 10% del PIL italiano. 

Futuro e Libertà ribadisce a gran voce la necessità di espellere gli immigrati clandestini che entrano in maniera fraudolenta nel nostro territorio, commettono reati e non vogliono entrare a far parte della nostra comunità; combattere ogni forma di illegalità è per noi un imperativo categorico. 

Contemporaneamente è necessario guardare anche all’altro lato della medaglia, ovvero all’integrazione dello straniero con la fedina penale pulita che ama l’Italia e che prende parte attiva al suo processo di sviluppo. Questo è quello che dovrebbe fare un partito moderno e liberale che ha cuore la candidatura di Ravenna a Capitale europea (e non romagnola!) della cultura.

Esprimiamo, infine, la nostra totale opposizione a nomine che appaiono fin troppo simili a spot televisivi e che non sembrano andare realmente nella direzione di un rinnovamento della classe dirigente: inserire in Giunta due giovani ragazze, ma al contempo confermare personalità che nulla hanno di nuovo, è sintomo della falsa volontà di apportare un cambiamento autentico alla  politica ravennate; insomma, una rondine non fa primavera”. 

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