18 novembre 2009 - Ravenna, Cervia, Faenza, Lugo, Cronaca

Influenza A, casi ancora in aumento

Il numero di malati è salito del 37 per cento nell'ultima settimana

Ancora in aumento i casi di influenza A, il cui tasso di incidenza complessivo in provincia di Ravenna è arrivato all’11 per mille della popolazione, con un numero di casi stimati pari a 4.324 (in salita del 37 per cento), nessuno dei quali desta particolari preoccupazioni.

I dati dell’ultimo bollettino epidemiologico diffuso dall’Ausl mostra, però, una leggera flessione del numero dei malati nelle fasce di età da 0 a 4 anni (4 nuovi casi, per un totale di 330 dall’inizio del monitoraggio il 19 ottobre) e da 5 ai 14 anni (28 nuovi casi, per un totale di 1.315); sostanzialmente invariato l’andamento per gli ultra 65enni (3 nuovi casi, per un totale di 105), mentre c’è stata una recrudescenza nella fascia che va dai 15 ai 64 anni, con un numero stimato di casi che passa da 1.754 a 2.892 (+65 per cento).

Gli accessi al pronto soccorso sono pressoché invariati (286 contro i 285 della settimana precedente), anche se entrando nel dettaglio si nota un calo a Faenza (-18 per cento) e a Cervia (-28 per cento), mentre Ravenna e Lugo sono in crescita rispettivamente del 9 e del 12 per cento. Chi si è rivolto al pronto soccorso lo ha fatto soprattutto per i bambini da 0 a 13 anni (+7 per cento), mentre sono rimaste stabili le altre fasce di età, con addirittura un calo delle richieste per i ragazzi tra i 14 e i 17 anni.

Sono ancora in aumento (+18 per cento), invece, le assenze nelle scuole. Nell’ultima settimana l’incremento maggiore è stato registrato nelle scuole elementari (+77 per cento), mentre sono in leggera flessione nei nidi (-6 per cento).

Infine, l’Ausl ha diffuso anche i dati sull’andamento della campagna di vaccinazioni. Complessivamente, al 15 novembre era stato vaccinato il 25 per cento della popolazione a rischio. I minori rappresentano la fetta maggiore, con ben il 54 per cento di vaccini; seguono gli adulti a rischio (23 per cento), il personale sanitario (21 per cento) e le donne in gravidanza (7 per cento).

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