L'Ausl chiude bene il 2010, ma preoccupa il futuro

In provincia la spesa più alta della regione per i farmaci
Claudio Casadio e Tiziano Carradori
7 luglio 2011 |  Sanità | Cronaca | Lugo | Cervia | Faenza | Ravenna |

Chiude con un miglioramento sull’obiettivo assegnato dalla Regione il bilancio 2010 dell’Ausl di Ravenna, che si prepara ad affrontare un 2o11 non facile.

Per raggiungere l’equilibrio di bilancio, l’azienda sanitaria avrebbe dovuto chiudere con un disavanzo di 11,2 milioni di euro. A conti fatti, la perdita è stata di 8,07 milioni, con un miglioramento di oltre 3 milioni. Risorse che verranno utilizzate per investimenti nel corso del 2011.

“Parliamo di disavanzo accettato - ha spiegato il direttore generale dell’Ausl di Ravenna, Tiziano Carradori - perché fa riferimento ai costi di ammortamento di investimenti in tecnologie e strutture”. 

Il miglioramento dell’obiettivo fissato dalla Regione è stato possibile grazie a un aumento delle entrate e a una riduzione di alcuni capitoli di spesa che hanno compensato l’innalzamento dei costi che comunque è stato registrato.

Il totale delle entrate per l’esercizio 2010 è stato di 880 milioni di euro, con un incremento di 22,3 milioni (+2,88%) rispetto al 2009. Il trasferimento regionale è stato pari a circa 685 milioni, con un incremento del 3,22% (21,3 milioni) rispetto all’anno precedente.

I costi della produzione sono ammontati a circa 787 milioni, con un incremento del 2,63% (circa 20,2 milioni) rispetto all’esercizio 2009. 

Carradori ha posto l’accento sulle azioni messe in atto per frenare l’aumento dei costi, sottolineando in particolare come le ristrutturazioni messe in atto nelle Unità operative di Ortopedia, Ostetricia-Ginecologia ed Ematologia abbiamo dato i frutti sperati. “I costi per la mobilità passiva, cioè quelli che l’Ausl sostiene per pagare le prestazioni fruite dai residenti in altre aziende della regione, sono diminuiti di 2,7 milioni di euro rispetto al 2009. E’ la prima volta che si verifica e per gridare vittoria aspettiamo di vedere se si consolideranno”. 

Un risparmio di 2 milioni di euro è stato realizzato sul rinnovo dei contratti di lavoro: i costi sono aumentato “solo”di 1,3 milioni contro i 3,2 richiesti. Un milione è stato risparmiato in seguito allo spostamento di personale al laboratorio di Pievesestina; un altro grazie alla riduzione di assenze per maternità e tempi di sostituzione.

Il ‘buco del Consorzio’ ha pesato sul passivo per 1,8 milioni di euro, i costi dei farmaci sono saliti di 2 milioni, 2,7 milioni sono stati accantonati per motivi assicurativi e 800mila euro sono le risorse spese in più rispetto al 2009 per far fronte all’onnipresente problema dell’allungamento delle liste di attesa.

Per il 2011 si prevede di chiudere il bilancio con un disavanzo di 11-11,2 milioni di euro. Nel frattempo sono state messe in atto, come ha spiegato il direttore generale, misure di contenimento della spesa che vanno dal blocco del turn-over del personale amministrativo alla riduzione dei servizi di pulizia negli uffici. Non c’è attualmente copertura finanziaria per quasi nessuno degli investimenti previsti nel nuovo Pal (Piano attuativo locale), che complessivamente ammontano a 60 milioni di euro. Unica eccezione il nuovo pronto soccorso di Faenza, finanziato dall’Ausl con risorse proprie.

Per migliorare i conti ci sarebbero, poi, quelle che Carradori ha definito “vere e proprie casseforti nelle quali dobbiamo riuscire a entrare”: sono le spese per la mobilità passiva (35 milioni) e per la farmaceutica (74 milioni). Andando a intaccare quelle, le incertezze si ridurrebbero notevolmente. La provincia di Ravenna vanta la più alta spesa farmaceutica in regione, di 7 euro pro capite più alta della media. “I nostri medici prescrivono più farmaci e più costosi. E non sembrano esserci differenze epidemiologiche che giustifichino questo fatto”.

Alla presentazione del bilancio era presente anche Claudio Casadio, alla sua prima uscita ufficiale come presidente della Conferenza territoriale sociale e sanitaria. “Se l’azienda ha i conti a posto potremo guardare con maggior fiducia alle trasformazioni che ci attendono i prossimi anni, a partire dallo sviluppo dell’Area Vasta, con cui si potranno concretizzare eccellenze altrimenti non raggiungibili”.
v.r.

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